Difendere la Costituzione. Difendere lo spirito costituente. Difendere il tricolore. Difendere la nostra libertà. Difendere il diritto di espressione contro ogni bavaglio. Difendere la speranza. Difendere l’idea che gli italiani non si debbano sentire, sempre e comunque, in un’eterna guerra civile. Difendere l’idea che la condivisione possa vincere sull’odio sociale. Difendere il diritto di avere avversari e non nemici. Difendere il senso dello Stato. Difendere valori che devono essere di tutti, nessuno escluso: l’onestà, la sincerità, il decoro, la lealtà, la legalità, la giustizia… Difendere l’unità nazionale da chi la vuole mettere nella soffitta dei brutti ricordi. Difendere il buonsenso. E la moderazione. Difendere la democrazia. Difendere la dignità di un popolo. E di una nazione. Difendere la politica intesa come arte del far bene alla polis. E non come salvaguardia d’interessi di parte. Difendere l’idea che le regole debbano essere condivise. Difendere l’idea di un’Italia che sappia rialzarsi, che sappia uscire da questa maledetta notte.

È arrivato il tempo dell’azione. È arrivato il tempo per una destra moderna e non berlusconiana di mettersi in gioco, di scendere in piazza. Perché non si può più star zitti. Perché il mondo vero è là fuori, non certo in Parlamento. È arrivato il tempo dell’urlo. È arrivato il tempo del patriottismo. E dell’interventismo. È arrivato il tempo di manifestare con una sola bandiera. Di uscire da casa con i simboli che uniscono e non dividono, che ci fanno sentire Nazione: la Costituzione e il tricolore. La Costituzione non certo come lettera morta ma come spirito vivo, come vento della storia e della sfida. Non come libro ammuffito, dimenticato sotto troppa polvere. Ma come segno concreto di una grande avventura storica che ha saputo riunire una Nazione dopo la tragedia della guerra mondiale. Un’avventura che deve proseguire giorno dopo giorno, anno dopo anno. La Costituzione come spirito unificatore tra persone che si guardano in faccia per esaltare ciò che le unisce: un destino comune, un romanzo collettivo, un patrimonio pubblico.

Per tutto questo e per altro ancora, Farefuturo webmagazine aderisce con entusiasmo alla manifestazione indetta da Articolo 21 per il 12 marzo a Roma e in tutte le città d’Italia e d’Europa. Non è un’adesione di maniera. Andiamoci in piazza, tutti insieme, in tanti, in tantissimi. Con l’allegria di chi sa che sta facendo la cosa giusta. Una destra repubblicana e patriottica ha il dovere di stare là dove si costruisce l’Italia di domani, la patria di domani. Ha il dovere di difendere la dignità di una comunità. Scendiamo in piazza, urliamo tutta la nostra moderazione. Ma urliamola senza alcun moderatismo.

Perché nessun uomo libero può starsene a dormire.