Perché i parlamentari del Popolo della Libertà e le persone in mutande ma vive si battono così alacremente per difendere il diritto al libertinaggio di Berlusconi quando ci troviamo di fronte a un buon uomo dedito ad un ascetismo sessuale consolidato?

Noi molto più di loro crediamo fino in fondo al nostro presidente del Consiglio.

Egli divorzio già due anni fa dalla moglie e, quanto alla fidanzata, lui stesso si accorse di non poterla esibire perché anche a lui risultò un tenero stratagemma di autodifesa. In merito poi alle serate con le ragazze egli  onestamente ci dichiarò che ivi non si faceva altro che chiacchierare, cantare e bere coca ligth, cosa per altro avvalorata dall’obiettiva testimonianza di Carlo Rossella. E dunque anche lì non risultando alcun rapporto sessuale consumato, persisteva il regime di castità.

Perché dunque o sodali di B. vi affannate a difendere un  diritto che B non intende esercitare da più di due anni dando così adito alla forte impressione che stia rinunciando a quella vitalità sessuale che ci ha reso tanto fieri di lui? A questo punto noi cittadini, che non possiamo pensare di essere rappresentati ai massimi livelli da un corpo non sessuato, invitiamo il presidente a riprendersi, e quindi a compiere un ultimo sforzo d’impegno sessuale robusto per far rinascere in noi ancora quella sana invidia o emulazione che ha fatto di lui per tanto tempo un modello umano condiviso e un esempio civile per tutti.

In assenza di tale generoso sforzo o nell’eventualità di un suo sfortunato insuccesso, ci vedremmo coerentemente  costretti a chiedere le sue dimissioni. Silvio riprenditi!

Comitato civico “Carisma Infoiato”