Appena qualche giorno fa il Tg di Augusto ha puntato il dito contro Ilfattoquotidiano.it, che aveva osato mettere in discussione la bella autointervista che Silvio Berlusconi si era concesso, presente in studio anche un giornalista del Tg1. Quelli del Fatto sono dunque dei bugiardoni, perché quella sarebbe stata un’intervista da manuale, un vero contraddittorio, con domande vere e risposte immediate e sincere. Ci sarebbe solo da vergognarsi e chiedere scusa al sor Augusto perché di fronte alla evidenza non resterebbe che alzare bandiera bianca.

Abbiamo, tuttavia, dovuto usare un prudente condizionale, perché prima di arrendersi e chiedere pubbliche scuse, si fa per dire, vorremmo che il direttorissimo rispondesse alla domanda del suo Comitato di redazione che, da giorni e giorni, continua a porgli una sola domanda: “Direttore sei in grado di smentire che il presidente del Consiglio abbia risposto alle domande leggendo direttamente sul gobbo? Come mai durante tutta l’intervista non è mai stato inserito un totale dello studio e dei due protagonisti insieme, intervistato e intervistatore?”

Non si tratta di dettagli perché qualora, come quasi tutti pensano e alcuni sanno, il presidente avesse letto le sue risposte sul gobbo, questa sarebbe la prova che le domande gli erano già note e che le risposte sono state costruite in laboratorio, trascritte e poi lette, simulando un’intervista che si sarebbe svolta in condizioni, per usare un eufemismo, anomale.

Perché il direttore non ha ancora trovato il tempo per rispondere? Eppure non dovrebbe essere difficile ricostruire l’accaduto. Il presidente Garimberti, che è stato un valente inviato, e il presidente della Vigilanza Zavoli, che è stato uno dei più prestigiosi giornalisti della Rai, non dovrebbero incontrare particolari difficoltà a ricostruire l’episodio e a dare loro una risposta al comitato di redazione del Tg1.

Dal momento che il Tg1 è così attento alle bugie degli altri, che nel caso del Fatto si sono rivelate inesistenti, nella prossima puntata potrebbe spiegare ai suoi ascoltatori la differenza tra una prescrizione ed un’assoluzione, perché sino ad oggi non ha mai dato risposta alle migliaia e migliaia di cittadini che, attraverso Valigia Blu, avevano chiesto al sor Augusto di ricordare che l’avvocato Mills era stato prescritto, perché era ed è un corrotto; quanto al corruttore, per carità, neanche a parlarne, meglio approvare subito una legge bavaglio, magari per via breve, anzi brevissima.