Pochi giorni fa il Conseil constitutionnel francese ha detto no ai matrimoni tra persone dello stesso sesso.

I giudici sono stati investiti della questione di legittimità costituzionale in relazione a due articoli del codice civile francese (segnatamente il 75 e il 144), che prevedono che il matrimonio sia riservato alle sole coppie formate da un uomo e da una donna. La questione era stata sollevata con riguardo a tre norme della Costituzione: quella che prevede la libertà di contrarre matrimonio; quella che protegge la vita privata e familiare e, infine, il principio di uguaglianza.

Molti di questi diritti sono disciplinati non dalla Costituzione, che risale al 1958, bensì dalla Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino del 1789. Duecentoventi anni dopo la sua emanazione, quella Dichiarazione oggi viene usata come termine di raffronto per verificare se il paradigma eterosessuale del matrimonio è compatibile con i diritti fondamentali o meno. Quando si dice che certe cose vivono ben oltre il tempo dei loro autori…

Il Conseil effettua, in sostanza, due osservazioni attorno alle quali ruota l’intera pronuncia.

Anzitutto, che la Costituzione in Francia non impedisce che coppie gay e lesbiche vivano la loro vita di coppia. Oltralpe, infatti, esistono sia il concubinage, sia il PACS. E le coppie omosessuali possono accedere a entrambi. Ma non possono comunque sposarsi. Perchè – ed ecco la seconda osservazione – il legislatore ha ritenuto che la differenza di trattamento rispetto alle coppie eterosessuali sia giustificata dalla stessa differenza esistente tra le due fattispecie.

Qui, i giudici mostrano massima deferenza per il Parlamento. Ma è una deferenza inquietante. Infatti, il legislatore si muove sempre nei limiti posti dalla Costituzione. E se c’è una differenza di trattamento, il giudice non solo può, ma deve chiedersi la ragione sottostante a quella differenza. Se non la trova, allora vi è una frattura del principio di uguaglianza.

La legge dev’essere uguale per tutti, sia che protegga, sia che punisca”, dice la Dichiarazione del 1789. Ma non è così, non è ancora del tutto così, nel 2011. La legge protegge le persone eterosessuali consentendo loro di sposare la persona di loro scelta. Non protegge le persone omosessuali, invece. Aspettiamo ancora che qualcuno ci spieghi il perché.