L’uomo è un’escalation di sorprese.

La mafia? «A Milano non esiste» dichiara un anno fa alla Commissione parlamentare antimafia in trasferta sotto la Madonnina.

Le irregolarità nella presentazione del «listino» Formigoni alle ultime regionali? Bazzecole: «Intorno alla lista sta montando un gran clamore, ma a detta di molti l’esclusione è infondata» assicura al suo amico Alfonso Marra, presidente della corte d’Appello di Milano, poi trasferito d’ufficio causa P3, mentre s’informa sul ricorso presentato dai radicali.

Ma il meglio, il prefetto Gian Valerio Lombardi lo dà con il Rubygate. Marysthell Polanco, una delle ragazze dello zoo di Arcore (quella fidanzata con il narcotrafficante) ha problemi di cittadinanza? Che si rivolga a lui, il servizievole prefetto, dice il 4 dicembre scorso una voce dal telefono di palazzo Grazioli, residenza romana di Berlusconi, a Marysthell. E perché capisca bene (la ragazza è straniera) le fa una specie di spelling: «Prefetto Lombardi, come Lombardia senza A». Due giorni dopo Lombardi riceve la ragazza con le cortesie che si riservano agli ospiti illustri, consentendole di entrare con l’auto nel parcheggio della Prefettura, così «non perde tempo a cercare parcheggio» come le manda a dire dalla sua segretaria.

Ieri, in piazza della Scala, alla manifestazione per la dignità delle donne, ho diligentemente firmato la petizione del Pd per mandare a casa Silvio. Va bene. Ma di Gian Valerio, che cosa vogliamo fare? Lo vogliamo lasciare ancora a lungo su quella sedia? Ora, è vero che il prefetto rappresenta il governo, e in questo caso ne è davvero un degnissimo rappresentante, ma è pur sempre una figura pubblica di una qualche importanza. C’è qualche volonteroso disponibile a preparare e diffondere un’altra petizione per sfrattarlo dal palazzo di Corso Monforte? Magari il radicale Marco Cappato, che con lungimiranza aveva dichiarato all’epoca della denuncia delle iregolarità nel listino Formigoni: «La peste lombarda dilaga come la monnezza napoletana. È allucinante che il prefetto Gian Valerio Lombardi ritenga “normale” aver contattato l’ex presidente della Corte d’appello, Alfonso Marra, per informarsi sul nostro ricorso. A differenza della spazzatura campana questa peste in Lombardia dilaga con più discrezione: senza un minimo di informazione e contraddittorio che sarebbero dovuti a milioni di elettori ingannati».