“Da sei mesi a questa parte l’azione di governo non è sufficiente”. A dirlo, il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, nell’intervista a ‘Che tempo che fa’, in onda questa sera su Raitre. “Non si risolvono i grandi nodi – ha aggiunto – cosa che in altri paesi si sta facendo e da noi no”.

Il giudizio. “Nei primi mesi della crisi il governo ha tenuto i conti pubblici a posto e abbiamo visto, invece, cosa succede in Portogallo e Spagna. Ma ora serve di più. Nelle prossime settimane occorre verificare se questo governo è in grado di andare avanti e fare le riforme, altrimenti bisogna fare altre scelte. Dai giornali italiani ed esteri – prosegue Marcegaglia, rispondendo ad una domanda del conduttore anche a proposito degli attuali fatti di cronaca – esce un’immagine non positiva del nostro Paese. Ma quando sono all’estero sottolineo sempre che c’è un’altra Italia, un’Italia che va a letto presto e si sveglia presto, che lavora, che produce, che fa impresa e che si impegna”.

Tremonti. Può il ministro dell’Economia sostituire Tremonti? “Un nuovo primo ministro deve avere la maggioranza in Parlamento e deve essere indicato dagli elettori, cosa sulla quale sono d’accordo: se ci saranno le condizioni perché Tremonti abbia queste caratteristiche, perché no”. Il presidente di Confindustria riconosce al governo il merito di aver varato alcune riforme importanti, “gli ammortizzatori sociali in deroga, la riforma dell’università”. “Ora però – osserva – bisogna fare di più. Fare le riforme strutturali. Liberalizzazioni, infrastrutture, pubblica amministrazione, ricerca e innovazione”.

Il problema della crescita. “La mancanza di crescita incattivisce la società – ha detto – c’è un tema economico, ma anche morale ed etico. E di benessere più in generale. Credo che il Paese si deve davvero concentrare su questo tema. Vuol dire speranza per i giovani. Il dato dei due milioni di giovani che non studiano né lavorano è drammatico. Invece c’è una totale disattenzione. Si parla di tutto, ovviamente i temi di questi giorni, tranne che di questo. Ma questo è il tema che interessa ai lavoratori, ai cittadini, alle imprese”.

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