Ecco il ritratto di Sabina Began tratto dal libro “Papi, uno scandalo politico” di Peter Gomez, Marco Lillo e Marco Travaglio (ed. Chiarelettere, 2009)

Dal capitolo “Villa Arzilla con fotografo” (pagg. 250 – 259)

Trentacinque anni, di origini slave ma tedesca di nascita, Sabina Beganovicˇ (questo il suo vero nome) agli inizi del 2003 è finita di striscio sulle cronache dei giornali perché amica di un importante trafficante di droga sfuggito all’arresto a Roma. Si chiamava Bashkim Neziri ed era un pezzo grosso dell’Uck, il movimento armato in lotta contro i serbi per separare Pristina da Belgrado. A Roma, oltre a ospitare il leader kosovaro Ibrahim Rugova e a trafficare con la cocaina, Neziri si godeva la vita. La sua attività ufficiale era quella di produttore cinematografico.Viveva in una villa faraonica con una disponibilità di denaro che gli aveva permesso di entrare nel giro delle bellissime. Poi contro di lui fu spiccato un mandato di arresto e si diede latitante, così le sue amiche furono sentite in Questura, per la gioia degl’ispettori che le interrogavano. Sfilarono, fra le altre, la soubrette della tv Adriana Volpe e Demetra Hampton, attrice famosa per aver interpretato Valentina (il personaggio di Crepax). Un fotografo raccontò di essere stato presentato al kosovaro da un’amica comune: una certa Beganovicˇ che poi diverrà la fidanzata del produttore Giovanni Di Clemente. Sabina dopo qualche particina in film secondari e un periodo d’oscuramento, torna nel grande giro dalla porta principale: la politica. Se l’ape regina del mondo animale è l’unica femmina fertile dell’alveare e viene alimentata con la pappa reale dalle api operaie, l’ape regina Sabina – al contrario – si incarica di reclutare le giovani api da offrire al grande fuco di Arcore. È lei, infatti, a invitare le ragazze più carine e allegre che movimentano le feste del Cavaliere, e molto spesso anche a pagarle.

Una giornalista che la conosce bene, Gabriella Sassone, racconta su «Il Tempo» alcuni aneddoti che inquadrano bene il personaggio. Pare che il giorno della festa per la vittoria elettorale contro Walter Veltroni, nell’aprile del 2008, il leader di Forza Italia abbia tenuto sulle ginocchia l’Ape Regina mentre cantava Malafemmena, suscitando l’invidia dei presenti, tra i quali il presidente del Senato in pectore Renato Schifani. «Se uscissero mai queste foto – commentò quella sera il Cavaliere – varrebbero almeno 100mila euro.» Passano pochi mesi e sulla caviglia della Began compare un tatuaggio a forma di farfalla con intorno una scritta: «L’incontro che mi ha cambiato la vita. S.B.». Le iniziali di Sabina Began, ma anche di Qualcun Altro.

L’attrice tuttofare torna sui giornali per il matrimonio di Elvira Savino, una giovane bionda pugliese appena eletta in Parlamento grazie a una candidatura imposta da Silvio in persona, che poi le farà da testimone di nozze. La Savino aveva convissuto con la Began presso lo stesso affittacamere nel centro di Roma in via in Lucina, di fronte al Parlamento. Al matrimonio è invitato anche un collaboratore de «Il Riformista», che non si fa sfuggire l’occasione di raccontare quello che vede a Villa Miani, dove gli sposi festeggiano con parenti e amici, subito dopo mezzanotte:

Per le scale, verso un’auto scura che l’attende, una mora con un vestito d’argento, a strisce verticali separate dai seni sodi sul petto seminudo, esce urlando alla notte parole di rimprovero o minaccia. Dette a voce troppo alta per non sperare, o temere, che qualcuno le raccolga e le riferisca. «Tanto gliel’ho presentato io, lei non è nessuno, la distruggo quando voglio…»

La mora che si allontanò dalla festa come la strega delle favole è proprio Sabina Began. Resta invece un giallo chi fosse il misterioso personaggio che l’attrice avrebbe presentato alla sposa. Elvira Savino si limita a dire:

Non è stata Sabina Began a presentarmi Silvio Berlusconi. Non so quali siano i suoi rapporti con il presidente, ma alla mia festa non mi sembra fossero vicini. Berlusconi sedeva al mio tavolo, essendo il mio testimone di nozze.

Non è un mistero, invece, che Silvio Berlusconi ami circondarsi di giovani donne pronte a cantare sulle note del suo pianoforte, a ridere all’unisono alle sue barzellette sconce e magari a sedersi docilmente sulle sue ginocchia. Il Cavaliere ha tanti problemi e non ha certo il tempo per occuparsi degli inviti. Per quelli c’è la Began: già nel 2005 si racconta che alle feste del figlio di Gheddafi invitasse numerose ragazze romane, conosciute in discoteca o in palestra. Una di loro, che incautamente aveva accettato un suo invito, si ritrovò coinvolta in una bolgia al Parco dei Principi, con decine di ventenni e trentenni di bell’aspetto che ballavano nel salone dell’hotel con vista su Villa Borghese. Le più disinibite, poi, non disdegnavano di salire ai piani superiori per «salutare» il rampollo libico nella sua suite. Ora Sabina è una delle favorite inseparabili del Cavaliere. È stata lei a invitare molte ragazze per il Capodanno del 2008 a Villa Certosa. Ed è stata lei una delle animatrici dell’estate berlusconiana dello stesso anno, insieme all’amico Giampaolo Tarantini, ora indagato per induzione alla prostituzione. Qualcuno penserà di riconoscere proprio il volto dell’Ape Regina dietro gli occhiali scuri della ragazza che arriva per prima al decollo dell’aereo del presidente, in una delle fotografie scattate all’aeroporto di Olbia da Antonello Zappadu.

«Mancò poco che gli spezzassi il polso…»

Una delle ragazze presenti ai party di Papi ce li ha raccontati, visti dall’interno. La chiameremo Sandra, perché ci ha chiesto l’anonimato. Sandra lo ricorda bene il Capodanno del 2008 a Villa Certosa. L’anno vecchio se ne andava via senza lasciare in lei grandi ricordi. Liscio e incolore come una tavola di plexiglass, senza picchi né increspature. A ventiquattro anni, questa bella ragazza campana ansiosa di sfondare nel mondo dello spettacolo restava ancora a metà del guado. La solita palude di concorsi di bellezza e piccoli lavoretti come hostess. E l’anno nuovo non prometteva granché: altri mesi di umilianti anticamere sull’uscio dello show business. Sandra rimaneva e sarebbe rimasta una delle tante «ragazze immagine» che accendono di luce effimera le notti dei potenti italiani. Forse per sempre. In televisione aveva strappato qualche comparsata, ma non era certo con i compensi simbolici di una piccola emittente locale che poteva mantenersi. Nel suo bilancio la voce più sostanziosa restava quella delle serate. La chiamavano per ballare nei templi del divertimento, dal «Billionaire» di Briatore, in Costa Smeralda, al «Pascià» di Rimini: 1500 euro a serata per essere «carina» con i ragazzi che le offrivano da bere o la invitavano a ballare. Niente di più e niente di meno. Tutto previsto nella sua paga. Qualche extra arrivava dalle feste private, dove magari capitava di conoscere qualche tipo utile o interessante, che poi in fondo è la stessa cosa per quelle come lei.

Così, quando le propongono di trascorrere il Capodanno del 2008 in Sardegna, Sandra accetta subito entusiasta, annullando un precedente impegno. L’offerta è allettante: «Una serata al Billionaire, una festa privata per 1500 euro, viaggio aereo incluso. Non ti capiterà più un’occasione simile». Parole sante. Vorrebbe saperne di più, ma in questi casi è meglio non fare troppe domande. E poi non c’è molto tempo per fare la schizzinosa. Prendere o lasciare. Tutto è stato organizzato in fretta e furia. Le hanno pure chiesto di portare un paio di «colleghe» per fare numero: «Perché lì più ragazze porti e meglio è». E così fa. Nessuna selezione, un po’ come un appuntamento al buio. Ma se la sente di coinvolgere le amiche, perché l’offerta viene da una del giro alto: sempre lei l’Ape Regina, la Began.

Quando ha chiesto a Sandra di seguirla in Sardegna, Sabina non le ha rivelato il nome del padrone di casa. Ma le modalità della trasferta fanno pensare a qualcuno di molto, ma davvero molto importante: a occhio e croce, un sultano o almeno un oligarca russo. Sandra comincia a intuire qualcosa quando arriva a Ciampino. All’aeroporto la indirizzano verso un aereo con impresse le insegne del Biscione. A bordo ci sono decine di ragazze, molte arruolate come lei con un compenso giornaliero. Altre, invece, sembrano habituées e si muovono a proprio agio: «L’unica che mi rivolse la parola fu la vincitrice del reality Uno, due, tre… stalla! Imma Di Ninni: “È la prima volta che vieni?”. Le risposi di sì, ma pensavo ancora al Billionaire…».

All’arrivo a Olbia, la mattina del 31 dicembre 2007, le auto del servizio di sicurezza prelevano le decine di ragazze per accompagnarle direttamente nei loro alloggi. Intorno alla Villa Certosa, il Cavaliere dispone di una serie di villette. Qui vengono dislocate le ragazze, in gruppi di cinque o sei. Le più coccolate finiscono nella residenza di Paolo Berlusconi, che trascorre altrove il Capodanno. Ma tutto questo Sandra ancora non lo sa. Le uniche presenze maschili, oltre agli uomini dello staff del presidente, sono Mariano Apicella e Guido De Angelis, l’ex cantante degli Oliver Onions (famosi per la sigla del Sandokan televisivo) divenuto produttore cinematografico.

La dépendance di Sandra è davvero elegante: la ragazza ammira i soffitti in legno, l’argenteria disseminata per tutta la casa, l’arredamento fresco e raffinato, la piscina riscaldata, il parco tutt’intorno, e pensa di essere finita nella villa di un uomo davvero molto ricco. La notte precedente ha fatto le ore piccole in discoteca e si butta sul letto per un pisolino. Ma, quando sta per addormentarsi, viene ridestata da una voce molto nota. Dalla porta si affaccia: è Silvio Berlusconi. Lei non crede ai suoi occhi, sulle prime pensa a un bravo imitatore. L’uomo ha i lineamenti, i modi e la voce del leader di Forza Italia, ma tutto più marcato rispetto al personaggio che ha conosciuto e talvolta apprezzato guardandolo in televisione:

Aveva il volto colorato da una crema che sembrava autoabbronzante e gli tingeva anche le mani, facendole sembrare unte. I tacchi erano alti davvero come dicono quelli che lo prendono in giro. E aveva in mano una busta piena di gioielli.

Sorridente come una befana generosa con le bambine all’Epifania, Papi Silvio dona subito a ciascuna ragazza un anello d’argento forato con incastonata una grossa pietra di onice, e due bracciali con la tartarughina:

«È il simbolo di Villa Certosa», ci disse allargando il suo sorriso e togliendosi gli occhiali da sole: aveva gli occhi molto piccoli rispetto a quello che avevo visto in tv, ma era proprio lui.

Le cronache di quei giorni, in effetti, raccontano di una fastidiosa congiuntivite che ha colpito il Cavaliere. Più tardi, ancora regali: un anello e un bracciale d’oro sottile e una collana con una farfalla di pietre come pendaglio. A quelle che si dimostrano «più carine» con lui, il futuro premier dona altri gioielli più consistenti. A tutte le ospiti, subito dopo i convenevoli di rito, dice: «Preparatevi presto: si va a mangiare e ballare in pizzeria». In un’ala del parco di Villa Certosa è già tutto pronto. Il cuoco Michele sforna prelibatezze à gogo e Silvio canta accompagnato dal fido Apicella. A un tratto, come morse da una tarantola collettiva, tutte le ragazze si alzano e cominciano a ballare intorno al Cavaliere. Lui, al settimo cielo, canta, balla e familiarizza. Sandra, dapprincipio, deve stargli proprio simpatica, tant’è che lui la fa accomodare accanto a sé sulla sua macchinetta elettrica, tipica dei golfisti. Dietro al corteo surreale delle minicar, il grande capo Papi mostra alle ragazze i segreti del parco: l’anfiteatro, la collezione di cactus, le migliaia di hibiscus, il lago delle palme, le 85 diverse erbe officinali dell’«orto della salute».

Le ragazze tra di loro non parlano. Non c’era molto tempo e poi «gli uomini della sicurezza, che giravano sempre con le armi in mano, ti si avvicinavano appena facevi capannello». Ma Sandra ricorda bene alcuni volti:

Oltre a Imma Di Ninni, c’erano molte delle partecipanti al reality che lei ha vinto, come le gemelline Ferrera. C’era anche Siria del Grande Fratello, allora non era famosa, e mi ricordo che si alzò a tavola per fare un ringraziamento a Silvio Berlusconi per la sua generosità. C’era pure Camilla Ferranti, quella che lui raccomandava a Saccà per farla lavorare in Rai.

Sono trascorse poche settimane dallo scandalo sollevato dall’inchiesta di Napoli sulle telefonate Berlusconi-Saccà: «A Villa Certosa si rideva di questa cosa. Lui ci disse: “Visto che mi tocca fare per farvi lavorare?”. E giù tutte a ridere». Qualcuna addirittura applaude. Tra le ospiti, ovviamente, c’è l’Ape Regina. Ma Villa Certosa non è soltanto luogo di bagordi e baldorie, donne in topless e premier nudi immortalati dal fotografo Zappadu. C’è il momento del piacere, ma anche quello del dovere. Così, quel 31 dicembre 2007, dalle ore 15 alle 17, ecco la lezione di politica, tenuta dal Cavalier Papi in persona. Le ragazze vengono accompagnate con le auto elettriche dalle loro casette fino al salone centrale della villa. Due ore scarse zeppe di battutine e barzellette: «Tutte ridevamo per farlo contento», ricorda Sandra. Di veramente politico, la ragazza rammenta soltanto le immancabili critiche del Cavaliere al Pd, le parole sulle «prossime elezioni» perché «ora faremo cadere Prodi» e il disprezzo per l’alleato Gianfranco Fini, «un fascistone incapace di mediare». E poi lunghi intermezzi con Berlusconi che si trastulla con uno strano temperamatite parlante e gemente:

Era un omino di gomma colorata con i pantaloni abbassati sul di dietro. La matita si infilava proprio lì: quando lui ruotava il lapis, il pupazzetto si lamentava e lui rideva come un pazzo. Sembrava di essere in una puntata di Csi con il classico schizofrenico…

Subito dopo la «politica secondo Berlusconi», per le ragazze arriva il momento tanto atteso dello shopping, in vista del cenone e dei fuochi d’artificio. Gli uomini della sicurezza le accompagnano tutte a Olbia in un centro commerciale, dove le aspiranti Pretty Woman si scatenano: una corsa all’acquisto del capo esclusivo fino a 2000 euro, succhiando direttamente dalla carta di credito di Papi Silvio. Lo chiamano quasi tutte così, come racconterà Barbara Montereale, la «ragazza immagine» barese che sbarcherà in Sardegna nel gennaio del 2009 e se ne tornerà a Bari tutta soddisfatta, con la sua busta imbottita di banconote: 10mila euro in contanti, gentile omaggio di Papi. Invece Sandra, un anno prima, ci rimane proprio male. Le avevano promesso 1500 euro al giorno, ma gliene danno solo 1000, perché ha chiesto di andarsene via subito:

La Began mi disse che lui si era lamentato perché ero stata «scortese, poco carina nei suoi confronti». Penso si riferisse al fatto che, appena ha tentato di allungare le mani, come aveva appena fatto con le altre, io l’ho respinto bruscamente. Stavo quasi per fratturargli il polso…

Perché lui è fatto così, affettuoso con le sue ospiti che ballano intorno a lui, felice di respirare, sfiorare e talvolta anche toccare la loro giovinezza. Come durante la cena di fine anno, quando tutti gli ospiti, cinquanta donne più Apicella e il cantante-produttore De Angelis, siedono tutti attorno allo stesso tavolo. A turno le ragazze in abiti mozzafiato si esibiscono – direbbe Veronica – per il «divertimento dell’Imperatore». Prima prendono il microfono per una dedica a Papi, poi ciascuna si scatena con la propria performance:

Mi sono rimaste impresse tutte quante: c’erano quelle che ballavano e si strusciavano, quelle che lo baciavano, quelle che si spogliavano, quelle che si buttavano in piscina quasi nude.

Difficile dimenticare quelle scene. Non che durante le ospitate in discoteca e le serate nei privé quegli atteggiamenti fossero una rarità, anzi:

Ma quello che è successo a Villa Certosa non mi era mai capitato prima: ne ho viste di tutti i colori. Ogni tanto lui ne prendeva per mano una e si allontanava. A me è venuta l’ansia, perché nessuno sapeva che Villa Arzilla con fotografo stavo là. Al cellulare non ti facevano parlare. La sicurezza era dappertutto con quei bazooka puntati sempre addosso mentre passeggiavi, mentre ballavi, mentre cenavi. È un ricordo bruttissimo. Il più brutto della mia vita.

Dopo cena, dunque, tutte a ballare in attesa dei venticinque minuti di fuochi pirotecnici che illuminano a giorno il golfo di Portorotondo nelle primissime ore del 2008. Tutte col naso all’insù a scattare foto con macchinette e telefonini. Nessuno le ha requisite. Ma poi le immagini, come per incanto, sono sparite dalla memoria digitale il giorno dopo. Qualcuno dev’essersi intrufolato nottetempo nelle stanze delle ragazze per cancellare ogni prova della notte con l’Imperatore, o, più probabilmente, a garantire la privacy del premier ci pensa qualche contromisura elettronica. L’eccezione però c’è sempre. Così, sul telefono di una delle ospiti, è rimasta impressa la foto di un trenino al ritmo di samba: al centro il presidente del Consiglio, con cappellino e trombetta, stretto in mezzo a due eccitanti modelle in abiti succinti. Ma sono le scene lesbo a disgustare Sandra: ragazze che si baciano, si toccano, si spogliano. Sedici mesi prima di Veronica, è lei a indignarsi per tutte quelle «vergini che si offrono al drago»:

Più che scandalizzata, mi son sentita proprio male: prima di andare a letto ho anche vomitato. Sapevo che il giorno dopo sarebbe partito un volo per riportare a Roma Guido De Angelis, me lo aveva confidato uno della sicurezza, un ragazzo genovese, durante gli spostamenti nel parco. Così ho detto: «O mi riportate a casa o faccio un macello».

E così Sandra riesce a salire su quell’aereo con le amiche che aveva portato con sé e con De Angelis, che le dà anche il suo numero di telefono. Ma quella sua fuga da Villa Certosa non passerà inosservata: segnerà la fine delle sue ambizioni nel mondo dello spettacolo. «Ho capito – dice oggi con un velo di tristezza – che la televisione è roba Sua. Da quel giorno, per me, mi sono rassegnata. Per me sarebbe stato inutile fare qualsiasi casting, perché avevo osato dirgli di no». Poco importa che sia alta e bella, che sappia ballare e parli correttamente tre lingue. Non ha esaudito i desideri del Sultano, ha gettato al vento la grande occasione, peggio per lei.

Le altre ragazze invece rimangono in villa un altro giorno ancora: stesso programma, stesso cachet. Le più care a Papi, come Sabina Began, si vantano di avere il raro privilegio di seguirlo ad Antigua, dove lui ha un’altra villa, lontano da occhi e teleobiettivi indiscreti. Due mesi dopo, il cellulare di Sandra suona ancora. È la prova d’appello, l’ultima. Stavolta la invitano a una festa a Cortina, proprio dove uno degli altri fornitori di ragazze, Giampaolo Tarantini, è di casa. Ma lei di quel mondo non vuole più saperne. E risponde «no grazie». Addio sogni di gloria.

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