“Ed ora andrò io in televisione ad attaccare i giudici, quelli sono un potere…”, così aveva dichiarato Berlusconi nei giorni scorsi, così farà ora. Se non fosse ancora chiaro il senso e il messaggio che lancerà, ci ha pensato il ministro Bondi a spiegare che la Corte costituzionale sarebbe un pericoloso covo di eversori che vorrebbero sostituirsi alla legge, anzi, vorrebbero fare la legge. Inutile usare giri di parole, qui siamo ormai in presenza di un annuncio che rientra pienamente “in quegli atti di sovversivismo tipici dei gruppi dirigenti” ben descritti da Antonio Gramsci che indicava in questa forma di eversione dall’alto la premessa per la costruzione di un regime autoritario, sciolto dal vincolo della legalità e dal rispetto di qualsiasi forma di divisione tra i poteri.

Per costoro chi ha ottenuto il consenso popolare non può essere sottoposto al sindacato della Corte costituzionale, perché come ci ha spiegato in un recente passato il medesimo Berlusconi, questo tipo di istituzione corrisponderebbe ad un residuo di costituzione “di tipo sovietico”, anche perché come è noto il partito comunista di quel paese era assai sensibile proprio al tema del bilanciamento tra i poteri e al rispetto dell’autonomia dei giudici.

Non occorre una grande fantasia per immaginare cosa sarà scatenato contro la corte e contro i giudici, anzi contro i pm come ha preannunciato il piccolo Cesare. Il metodo Boffo sarà una cosa da educande, rispetto ai quintali di fango che tenteranno di scaricare sulla costituzione e sulle istituzioni.

Bisogna prepararsi a reagire duramente, perché saranno messi in discussione non solo le prerogative dei magistrati, ma anche l’impianto medesimo della costituzione e dell’ordinamento democratico. In questo caso bisogna preparasi ad una grande iniziativa nazionale che metta insieme quanti ancora amano la costituzione e la legalità repubblicana. Questo è il momento di abbandonare le tattiche, i giochini, le schermaglie, questo è il momento in cui deve manifestarsi, se davvero c’è, uno schieramento democratico capace di andare oltre ogni confine e di coinvolgere anche quei pezzi della destra che hanno rotto con il berlusconismo.

Non è improbabile che Berlusconi impugni il conflitto di interessi e chieda di parlare senza contraddittorio in tutte le trasmissioni televisive: per domani è già annunciata la sua presenza a Mattino cinque, poi procederà in modo militare cercando di occupare tutte le postazioni mediatiche, e non a caso Masi, il direttore generale della Rai, ha già annunciato che bisognerà mettere in riga la programmazione di Rai 3, dando carta bianca a tutti gli uomini del cavaliere.

Da subito bisogna reclamare pari opportunità non solo per i soggetti politici, ma anche per tutte le istituzioni, a partire dalla corte costituzionale e dalla associazione magistrati, che saranno al centro della aggressione premeditata e programmata.

Alle ingiurie del presidente del consiglio dovranno poter replicare i soggetti aggrediti, sarà doveroso consentire la illustrazione delle decisioni della Corte, sarà obbligatorio dare la parola a coloro che lottano per la legalità e per difendere l’interesse generale contro il regime delle impunità e delle immunità. Spetta all’Autorità di garanzia della comunicazione, alla Commissione di vigilanza sulla Rai, al presidente cosiddetto di garanzia della Rai medesima, a ciascun direttore, ma anche a ciascun giornalista non limitarsi ad essere spettatori positivi delle prepotenze, ma soggetti attivi nella tutela dell’articolo 21 della Costituzione.

Insieme al Popolo Viola, con Articolo21 e con altre associazioni promuoveremo tutte le azioni politiche e legali per pretendere il rispetto delle norme e per contrastare qualsiasi tentativo di travolgere le istituzioni e di stravolgere, nei fatti e nei comportamenti, la costituzione. Segnalateci tempestivamente tutte le azioni di squadrismo mediatico, affinché si metta in moto una grande campagna di vigilanza capace di rispondere in tempo reale a tutte le provocazioni mediatiche o politiche che siano.

Questo è il momento nel quale il conflitto di interessi può davvero dare il peggio di sé, sarà bene non distrarsi, neanche per un minuto.