In occasione del ritrovamento dell’ennesimo diario bufalino di Benny, Marcellino Dell’Utri è ospite del simposio radiofonico su Radio24, coi soliti noti anfitrioni: Giuseppe Cruciani e David Parenzo.

Un’ora e passa di boutade, risatine, strali contro i magistrati di Palermo, tromboneggiate, perle “non-sense”, paroline mutuate dall’Accademia della Taverna, che sgretolano l’aura di illuminato intellettuale che circonfonde notoriamente il fondatore della loggia berlusconiana.

Tra le gemme più significative, un posto speciale negli Annali del pensiero marcellinesco merita il seguente elenco:
“Finché sono vivo e resto imputato continuo a candidarmi“.
“Io vado ai processi e Berlusconi no perché lui deve governare, io non ho un caxxo da fare”.
Tremonti e la Lega senza Berlusconi non vanno da nessuna parte”.
“Sono rimasto deluso da Fini, che ha le sue ragioni però non ha ragione”.
Marchionne è un grande innovatore, come Silvio”.
Mussolini ha fatto il Minculpop, ma un minino di controllo lo doveva pur fare”.
“I diari di Mussolini non si possono dichiarare né falsi, né veri, ma sono documenti da leggere”.

E, last but not least: “Stare in carcere è un’opportunità per farsi una cultura della Madonna”. Una vera perla.