Pensavamo di averle lette tutte sul Giornale di casa Berlusconi. Non era così: il foglio di Via Negri sta superando se stesso nella funzione di randello contro chiunque osi deviare dal pensiero unico berlusconiano. Ora nel mirino c’è addirittura Vittorio Feltri, direttore feltrusconiano solo fino a qualche giorno fa. Non è questione di simpatia per gli obiettivi del giornale (da queste parti non ce n’è nessuna). Ma il “metodo Sallusti” puzza da lontano dei peggior metodi totalitari (con un buon tocco di stalinismo). Tanto da far tornare in mente una famosa poesia attribuita a Bertolt Brecht (ma secondo alcuni sarebbe di Martin Niemöller). Che abbiamo così parafrasato.

Prima di tutto vennero a prendere Boffo.
E fui contento perché era cattolico.

Poi vennero a prendere Fini.
E stetti zitto, perché mi stava antipatico.

Poi vennero a prendere Tremonti,
e fui sollevato, perché mi era fastidioso.

Poi vennero a prendere Feltri,
ed io non dissi niente, perché lui era un fascista.

Un giorno vennero a prendere me,
e non c’era rimasto nessuno a protestare
“.

Si preparino nel centrodestra. Questo cupo commiato potrebbe essere presto sulla bocca di tutti loro.