Questo è un post telegrafico ispirato da due notizie apparse quasi contemporaneamente sui media. La prima riguarda le motivazioni della sentenza di condanna a 14 anni di reclusione inflitta in primo grado al Generale dei Carabinieri Giampaolo Ganzer, comandante del Ros, in relazione ad alcune faccenduole poco edificanti nelle operazioni antidroga. I giudici del Tribunale di Milano hanno scritto che l’alto ufficiale “non si è  fatto scrupolo di accordarsi con pericolosissimi trafficanti ai quali ha dato la possibilità di vendere in Italia decine di chili di droga garantendo loro l’assoluta impunità. Ganzer ha tradito per interesse lo Stato e tutti i suoi doveri tra cui quello di rispettare e fare rispettare la legge”.

La seconda notizia è legata alla nuova sventagliata di cablogrammi confidenziali del Dipartimento di Stato statunitense divulgati tramite Wikileaks. Al presidente afgano Karzai, i diplomatici stazionati a Kabul hanno imputato di aver fatto rilasciare con interventi personali e diretti funzionari condannati o accusati di traffico di droga (non si precisa se fossero stati spacciati per nipoti di Mubarak). Karzai, secondo le feluche americane, tra il 2008 e la prima metà del 2009, ha fatto in modo che circa 150 presunti criminali legati alla coltivazione e al trasporto di papaveri da oppio ritornassero a svolgere le loro attività, con (come dire?) assoluta impunità.

Sin dal 2002, il contributo italiano in Afghanistan si concentra sulla riforma del sistema giudiziario, con un obiettivo precipuo: “il ristabilimento di uno Stato di diritto nel Paese” come recita il sito della Cooperazione Italiana allo Sviluppo.

Stabilire nessi di causalità è sempre un’operazione irta di difficoltà, però parrebbe che dopo otto anni di encomiabili sforzi per ristabilire lo Stato di diritto in quelle lande selvagge e turbolente, un risultato è innegabile: un sistema di assoluta impunità per i trafficanti di droga afgani sul modello di quello messo in piedi per i trafficanti italiani. Ma in scala maggiore e con connivenze a livelli molto più alti. Livelli che comunque in entrambi i casi rimangono intoccabili.