Il blocco dei fondi diretti verso Wikileaks da parte di Bank of America è “un nuovo maccartismo finanziario”. Julian Assange ha parlato oggi fuori dalla villa dove è agli arresti domiciliari. “Questo da parte degli Stati Uniti è una forma di nuovo maccartismo finanziario che priva la nostra organizzazione di mezzi necessari per sopravvivere – ha detto – e che priva me personalmente di fondi preziosi per i miei avvocati. Coloro che devono proteggermi da un’estradizione negli Stati Uniti o in Svezia”.

Da questa mattina la Bank of America ha bloccato i bonifici e ogni tipo di transazione verso Wikileaks. Il colosso americano, che potrebbe essere la banca al centro degli scottanti documenti di cui il sito ha preannunciato la pubblicazione, si è unito così agli altri istituti (MasterCard, Visa e PayPal) che hanno deciso di togliere l’ossigeno all’organizzazione fondata da Julian Assange. Per tutta risposta, attraverso Twitter, Wikileaks ha esortato i suoi sostenitori titolari di conti presso la Bank of America a ritirare i propri soldi. Nelle scorse settimane, Assange aveva annunciato che la prossima ‘mega-leak’, prevista per l’inizio del 2011, avrebbe messo in luce le “pratiche immorali” di una grande banca Usa; e che il materiale svelato “darà una visione efficace e rappresentativa di come le banche si comportano a livello esecutivo, in un modo che imporrà inchieste e riforme”. Secondo il 39enne australiano, le decine di migliaia di documenti potrebbero “demolire una o due banche”. Nel mirino ci sarebbe proprio la Bank of America.

Il fondatore di Wikileaks ha inoltre aggiunto di temere per la sua vita:”E’ minacciata. Il mio staff è minacciato. Siamo sottoposti a significativi rischi”. E sulle accuse di stupro  aggiunge: “Il caso svedese è una parodia nessuna persona dovrebbe subire questo tipo di indagini e di persecuzione”.