La bellezza del somaro: che titolo! Chi direbbe bello a un somaro?

Solo un alternativo, un guastatore, un istrione, un astuto osservatore, con consorte di pari acume: l’attore-regista Sergio Castellitto e signora, la sceneggiatrice Margaret Mazzantini, che ci ricordano che lei è scrittrice, con il suo ultimo libro (Venuto al mondo) in bella posa.

Soprattutto, confermano un adagio: tra moglie e marito non mettere il film.

Elogio (?) del potere dissacrante, iconoclasta, libertario della vecchiaia, La bellezza del somaro (da domani in sala) tiene in campo solo il secondo: formato famiglia, sformato radical-chic (la solita Toscana), mette sul quadrato papà Castellitto, mamma Morante, l’adolescente figlia Nina Torresi e il di lei compagno Enzo Jannacci e all’angolo il cinema, ridotto a farsa-caviale, grottesco-salottiero, caricatura di se stesso.

Nel cast Marco Giallini, Gianfelice Imparato, Barbora Bobulova – trinca dal biberon e la sua psicologa (Morante) se la porta in campagna, con amici e parenti tutti! – e Lola Ponce, vorrebbe essere – sostiene Castellitto – “una esilarante commedia degli equivoci del moderno costume”, ma è un equivoco di commedia: compiaciuta, pretenziosa, ragliante.