Al termine di una giornata di discussione al Senato, dopo dieci ore di discussione, Silvio Berlusconi parla alla Camera e suscita i fischi e gli applausi dei parlamentari: “Ringrazio tutti i deputati che hanno dato un contributo costruttivo – attacca il premier -. Non voglio rispondere invece alle critiche che sono ispirate dal pregiudizio su tutto”. Il presidente del Consiglio si rivolge direttamente ai deputati: “Mi rivolgo ai parlamentari che hanno votato la fiducia a questo governo, che hanno fatto parte di questo governo, che sono stati eletti con questo governo”. “Mi rivolgo a chi è entrato in altri gruppi parlamentari  – continua Berlusconi – Come potete aver dimenticatoi le battaglie fatte insieme dal ’94?” Il premier elenca le conquiste degli ultimi due anni: “Nessuno vuol gettare via ciò che abbiamo costruito insieme: bipolarismo, alternativa alla sinistra, la guida di un governo riformatore”. “Il governo non ha tradito il mandato del popolo sovrano, dice Berlusconi riferensosi ai cosiddetti “traditori”.

Il presidente del Consiglio non rinuncia all’auto-elogio: “L’apprezzamento nei confronti del premier è il più alto in europa – dice il cavaliere tra fischia e applausi- siamo l’unico governo che ha vinto le elezioni di medio termine. Qualunque dissenso è legittimo, ma non la divisione nel campo dei moderati, non la sfiducia. Si può fare tutto, ma non l’alleanza alla sinistra sommando grottescamente i voti sottratti al Pd e dell’Idv. Tutto si può fare ma non tradire il mandato degli elettori. Si può solo tornare dagli elettori e spiegare perchè si è cambiata idea”.

Al termine del discorso di Berlusconi, il deputato Mario Pepe (Pdl) denuncia “tentativi di intimidazione” chiedendo al presidente della Camera di “convocare domani una ‘seduta segreta’”. Richiesta caduta nel vuoto.