Silvio Berlusconi deve avere dei forti problemi di identità. Dimentica sempre più frequentemente chi è. L’ultima dichiarazione è l’ennesima negazione dei fatti. ”Voglio ringraziare la Guardia di Finanza – ha detto a L’Aquila – che ci ha permesso di ospitare i grandi della Terra per il G8 e ci ha avvicinato di più a loro che sono quelli che fanno pagare le tasse. Se tutti pagassero le tasse, pagheremmo tutti un po’ meno e lo dico io che sono il primo contribuente italiano”. E già solo questa affermazione fa ridere (o piangere) per quanto è fasulla. Ma il premier persevera: ”Auspico – prosegue – che la lotta all’evasione continui ad avere nella Guardia di Finanza un punto di forza. Se riusciremo a ridurre la pressione fiscale tutti noi onesti pagatori di tasse ne potremmo pagare un po’ meno”.

Il Cavaliere dimentica il processo di Milano Guardia di Finanza-Fininvest sulle verifiche fiscali addomesticate dietro mazzette del Biscione. Lui se l’è cavata con l’insufficienza di prove anche grazie alla falsa testimonianza dell’avvocato David Mills nel novembre ’97.

E forse Berlusconi non ricorda che grazie a una delle sue leggi ad personam, che ha depenalizzato il falso in bilancio, il processo All Iberian 2 è andato al macero. Ma l’evasione fiscale per 1200 miliardi di lire c’è stata.

Ci sono poi i processi congelati grazie al legittimo impedimento ad hoc, Mediaset-diritti Tv e Mediatrade. Berlusconi è imputato di frode fiscale. Nel procedimento Meditrade è accusato anche di appropriazione indebita per fatti che risalgono appena al settembre 2009. Dunque è il primo contribuente italiano o un premier evasore?