”Non nutriamo nessuna ambizione politica, la mia ambizione è servirvi al meglio. Questo è il nostro mestiere e lo faremo anche se la politica si infastidisce”. Così ha chiuso il suo intervento Emma Marcegaglia, leader di Confindustria, di fronte ai piccoli e medi imprenditori del XII Forum della piccola impresa a Prato.

“Noi abbiamo pieno rispetto per la politica e la sua autonomia e assoluta attenzione per la liberta’ di stampa, ma se i veleni della politica e della stampa credono di indurci a dire qualcosa o a tacerne altre, allora come presidente di Confindustria io so esattamente qual e’ il mio dovere: il mio dovere e’ quello di non piegarmi, di respingere con la massima fermezza ogni eventuale tentativo di compromettere l’autonomia e l’indipendenza di Confindustria”. Emma Marcegaglia parla di “grande amarezza, pensando che qualcuno di voi abbia potuto pensare che il suo presidente fosse ricattabile: non c’è pressione, non c’è telefonata, non c’è intercettazione, non c’è verbale giudiziario che possa farmi tremare la mano. Quello che pensano le imprese italiane e il mio credo, ed è quello che devo rappresentare a governo, opposizione, ai sindacati, a tutto il Paese. Il resto non mi interessa. E se lo dovrò fare in questo clima lo farò senza problemi, magari con un po’ di ribrezzo, ma lo farò. Sappiate che non cambierò rotta, non cederò neanche di un millimetro”.

Poi aggiunge: “E’ l’ultima volta che parlo di questa vicenda, perché non intendo prestarmi neanche mio malgrado al teatrino dei veleni italiano. Prendo un impegno e lo manterrò fino a maggio 2012”, alla fine del mandato.

Il presidente di Confindustria non rinnega nessuna delle sue dichiarazioni.“La nostra pazienza stava finendo. L’ho detto nella logica di spronare, e non mi pento di averlo detto”. E precisa: “Era necessario che il governo agisse”, ha osservato Marcegaglia, e dal discorso di Genova, una decina di giorni fa, si sono infatti registrati dei “passi avanti”, come ad esempio la nomina del nuovo ministro dello Sviluppo economico e l’approvazione della legge di stabilità.

La Marcegaglia si prende anche posizione sulla possibilità di una deriva violenta e si rivolge alla manifestazione della Fiom a Roma. “Lo dico soprattutto alle persone che oggi manifestano: fermate i linguaggi violenti, isolate i violenti, fatelo subito perchè il rischio che corre il nostro Paese è un rischio vero”. In merito agli attacchi dei giorni scorsi alle sedi della Cisl e di Confindustria, Marcegaglia ha ammonito che “dalla violenza verbale a un’altra tipologia di cose, che non voglio neppure nominare, il passaggio può essere breve”. In questo senso “il grande errore che noi non dobbiamo fare è il giustificazionismo”, ha concluso, perchè di fronte alle violenze, ai giovani dei centri sociali, “non bisogna capire un bel niente, bisogna condannarli”.

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