Quello che non torna, in questa storia, è molto semplice: come mai Emma Marcegaglia si accorge solo ora del metodo B.? Porro fa un po’ il bullo col suo assistente e lei corre dai magistrati: aiuto, mi maltrattano, la democrazia è in pericolo. Verissimo, ma non lo era anche un mese fa, un anno fa, due anni fa, quando tutti avevano già chiarissimo lo stile del premier?

Nel 2008, quando cadde Prodi e conb lui un tentativo sano quanto maldestro di raddrizzare l’Italia, erano tutti lì ad applaudire il miracolo italiano promesso da Arcore. Casini, Fini, il Vaticano, Confindustria.

Adesso, uno dopo l’altro, gli amici si sfilano. Perché il periodo è duro, l’economia va in affanno, il governo traballa e il padrone fa quello che sa fare: frusta i dipendenti. Che però, essendo gente poco abituata a prender ordini, si sta ribellando in nome dei grandi valori etici e sociali improvvisamente tornati in auge.

Casini è all’opposizione ormai da un pezzo, Fini cerca di trattare al rialzo ogni virgola, il Papa protesta e rubacchia scampoli di favore. Emma, svegliatasi nel paese dei dossier che aveva scambiato per meraviglie, ci ha rimesso due volte: Berlusconi non ha aiutato l’industria italiana e ha dimostrato che sa imbrogliare anche i colleghi imprenditori. Specie quelli che, come lui, hanno qualche rifiuto maleodorante nell’armadio.