Annozero sotto inchiesta. Gli uffici dell’Agcom (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni) hanno avviato un’indagine dopo l’esposto presentato nei giorni scorsi dai tre coordinatori del Pdl, Sandro Bondi, Ignazio La Russa e Denis Verdini, per lamentare la “mancanza di contraddittorio” nella prima puntata del programma di Michele Santoro. “Come da regolamento e da prassi – si apprende da fonti interne al Consiglio dell’Agcom – gli uffici stanno acquisendo gli elementi per valutare il caso. Spetta comunque al Consiglio dell’Autorità decidere se aprire un vero e prorpio procedimento o archiviare”.

A far infuriare Bondi, La Russa e Verdini era stata l’assenza di rappresentanti del Pdl nella puntata del 30 settembre di Annozero, la prima della stagione, quando Santoro aveva ospitato il capogruppo Fli alla Camera Italo Bocchino , il leader dell’Idv Antonio di Pietro e Roberto Castelli della Lega Nord.

Sul fronte opposto, questa mattina l’Italia dei valori ha presentato un esposto all’Agcom contro Rai e Mediaset a seguito della pubblicazione, sul quotidiano la Repubblica, dei minutaggi nei tg nazionali, raccolti dalla società Vidierre. ”Dai dati diffusi – si legge nella nota emessa dall’ufficio stampa dell’Idv – emerge che la presenza in video del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, supera, da solo con 997 minuti e 49 secondi, il tempo complessivo di esposizione dei tre partiti: Pd, Idv, Udc (1051 minuti e 89 secondi). A questo dato, inoltre, bisogna aggiungere gli spazi riservati agli esponenti della maggioranza, che rendono ancora più evidente la disparità di trattamento nei confronti degli avversari politici del premier”. “Con il ricorso all’Agcom – termina la nota – l’Idv chiede di ripristinare il pluralismo dell’informazione e mettere fine ad un intollerabile conflitto d’interessi”.

Il capogruppo in Vigilanza Pancho Pardi chiede che la commissione ”approvi in fretta un atto di indirizzo che ristabilisca i criteri basilari previsti dall’articolo 21 della Costituzione”, mentre dal Pd il capogruppo in Vigilanza Fabrizio Morri si dice ”curioso di sapere se i coordinatori nazionali del Pdl stanno predisponendo un ricorso all’Autorità garante delle comunicazioni”.”

Anche quattro commissari della stessa Agcom – Nicola D’Angelo, Michele Lauria, Gianluigi Magri e Sebastiano Sortino – chiedono al presidente Corrado Calabrò di aprire ”un’immediata istruttoria” sugli squilibri nelle presenze dei politici.  ”Ci auguriamo – sottolinea Lauria – che nelle more dell’istruttoria eventuali inadempienze vengano corrette autonomamente dalle testate interessate”.

Immediata la reazione di Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo 21: “Prendiamo atto che il provvedimento contro Santoro sia automatico, da regolamento, ma ci domandiamo perché le istruttorie relative alla violazione della par-condicio, alle mancate rettifiche e alle gravissime minacce nei confronti dell’autonomia di decine e decine di professionisti non siano altrettanto automatiche. Da oggi in poi verificheremo l’automatismo degli atti rispetto alle denunce. Non vorremmo che gli automatismi fossero a giorni alterni e a seconda dei soggetti”.