Ancora una volta il presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi, parla di complotto dei  giudici di sinistra.

La Anm (Associazione nazionale magistrati) si chiede da tempo perché non li denunci.

Personalmente, dopo tanti anni che propone queste accuse, immagino che debba avere sufficienti prove per poter dire qualcosa del genere.

Non dimentichiamo che anche i servizi segreti di Nicolo’ Pollari (Sismi) volevano “disarticolare” la magistratura, dalla sede di via Nazionale, ed in nome di un interesse coperto dal segreto di Stato fabbricavano dossier sui magistrati (e non solo). Qualcosa di vero, da giustificare addirittura un segreto di Stato, ci dovrà quindi essere. Mi chiedo pure se tale programma prevedesse anche l’ingresso di appartenenti ai servizi all’interno delle magistrature (lo stesso Pollari è stato nominato dal Governo come Consigliere di Stato, e non è l’unico appartenente ai servizi segreti ad essere entrato in quel periodo nei ranghi della magistratura amministrativa).

Avendo il presidente del Consiglio accesso a tali dossier  per la qualifica istituzionale che riveste, il presidente Berlusconi dispone quindi anche di tali informazioni.

In passato, quando ha ritenuto di essere stato leso, non ha esitato a ricorrere per primo alla magistratura. La sua querela a chi gli aveva dato del “buffone” alla udienza Sme ha fatto storia, anche perché poco dopo ha dato dei “coglioni” a tutti gli elettori della sinistra.

Perché per un fatto grave come un complotto a suo danno non si rivolge ai giudici, o, comunque non ne produce le prove, magari in TV?

Anche il ministro Frattini, tempo addietro, disse che tra i giudici italiani ci sono magistrati politicizzati. Qualcosa di vero, mi domando, ci dovrà essere. Perché nemmeno lui porta le prove?

In effetti, una percentuale del 10-15% dei magistrati amministrativi (si veda il mio post “I giudici amministrativi e l’arretrato”) hanno incarichi extragiudiziari (una sorta di doppio lavoro) per conto di amministrazioni pubbliche, che attualmente fanno capo al Governo B., in quanto espressione del potere esecutivo. In parte, invece, occupano direttamente le stanze dei bottoni dei vari Ministeri di questo governo (capi di uffici legislativi, capi di gabinetto di ministeri, esperti presso i vari dipartimenti della presidenza del Consiglio dei Ministri).

È a loro che si riferiva quando parlava di magistrati prestati alla politica?

Lo stesso Frattini è un magistrato del Consiglio di Stato, anche se da circa 20 anni non scrive una sentenza, in quanto fuori ruolo per impegni politici. Questo non gli ha impedito comunque di essere promosso pochi mesi fa presidente di sezione del Consiglio di Stato.

A questo punto credo che la domanda più urgente da porsi sia un’altra, e cioè … cosa si deve intendere per magistrato politicizzato?