Sua Santità,

mi spoglio delle vesti di parlamentare europeo e Le scrivo da donna di Fede cristiana, che crede nel Suo stesso Dio e cerca quotidianamente di trasformare in realtà quegli insegnamenti a cui anche mio padre, Beppe Alfano, credeva fino in fondo.

Le scrivo in merito alla Sua visita del 3 ottobre a Palermo. Sarà quella la prima volta in cui Lei varcherà lo Stretto da Pontefice e potrà scoprire le bellezze della nostra terra; una terra che ha vissuto durante la sua storia momenti di splendore e periodi atroci. Una regione che ha pagato un prezzo altissimo sull’altare della lotta per i diritti e per la dignità umana. Siciliano era Rosario Livatino, magistrato che giovanissimo consacrò la sua vita alla giustizia e alla Chiesa.

Leggo però da autorevoli fonti che questo viaggio, che la Sicilia ovviamente aspetta con ansia, costerà alle casse regionali circa 2,5 milioni di euro. Se ciò corrispondesse a verità rimarrei veramente senza parole. Sua Santità, il mio Cristo è caritatevole e povero e conosce bene la realtà Siciliana. La crisi economica ha devastato ancora di più questa regione afflitta da una disoccupazione giovanile che è la più alta d’Europa. Qualche giorno fa 4 mila precari della scuola esasperati hanno bloccato lo Stretto di Messina: chiedono solo dignità e rispetto della loro persona.

Come pensa possano sentirsi oggi i siciliani sapendo che una visita attesa da anni costerà alle loro tasche 5 miliardi delle vecchie lire? Ma perchè mai tutto questo denaro proprio in questo periodo?
E’ ovvio che Lei non può essere a conoscenza dell’organizzazione e dei dettagli di questo viaggio, ma Le chiedo uno sforzo che so costarle molto: si imponga e chieda di abbattere queste spese, faccia sì che il Suo viaggio in Sicilia costi il minimo indispensabile e lo faccia per tutti quelli che oggi vivono sotto la soglia di povertà, per tutti quelli che un lavoro non ce l’hanno e per tutti coloro che ogni giorno pregano Dio per un futuro migliore. Solo così i fedeli siciliani potranno accogliere il pastore di Dio senza scambiarlo per lo sceicco d’Arabia.

L’arcivescovo di Palermo, Mons. Paolo Romeo, alle ovvie polemiche per questa follia, ha risposto: “Pensate a quanto si spende per le cene dei magistrati con scorta”. Ora anche la Chiesa attacca i magistrati che lottano per la giustizia tra le mille difficoltà di questa terra? Le sembra questa la Chiesa di Cristo?

Ora i nostri “politici che contano” sperano di far classificare il Suo viaggio come “Grande evento” così da spostare la spesa sulle casse statali. In questo modo a pagare saranno gli italiani tutti e non solo i siciliani. Stanno elemosinando perchè sanno che 2,5 milioni di euro noi, Sua Santità, non li abbiamo. Dovremmo toglierli dalla pubblica assistenza, dovremmo tagliare sulla scuola, sugli investimenti. Se la sentirebbe Lei di essere causa di ciò?

A questo punto solo lei può dire qualcosa per bloccare questa vergogna che sta facendo enormi danni alla Chiesa, in una regione che arranca disperata per la sopravvivenza e che vede 2,5 milioni di euro investiti, anzichè per il futuro dei suoi figli, per accogliere Sua Santità come una rock star. Noi, Santo Padre, stiamo con la Chiesa di San Francesco, e sarebbe bellissimo un segno in tal senso da parte Sua.

Con rispetto,
Sonia Alfano