Muoversi dall’isola è un’avventura, dopo la fine della stagione in cui l’isola è svago estivo, feria, vacanza. Questa mia testardaggine di restarci mesi, con la fissazione del raccoglimento, della scrittura, della natura è una specie di convento, Stromboli, palestra di solitudine e distacco, esercizio di silenzio e di sguardo. Oggi c’è vento. Piove. Guardo le goccie rimbalzare sul mare, mentre inseguo ipotesi di viaggio. La festa del Fatto Quotidiano. Certo che ho voglia di andarci, ma l’isola si sta mettendo d’impegno per trattenermi. L’aliscafo che mi porterebbe a Napoli in 4 ore e mezza non c’è più dal 3 di settembre. La nave che doveva partire sta sera ( due ore fa, adesso sono le 23 e 29) e sbarcarmi a Napoli alle otto del mattino ha tutte le cabine occupate. Posto ponte? Non ho più l’età. Potrei prendere un aliscafo per Milazzo, un taxi per catania e un aereo da catania a Roma e poi a Roma prendere la macchina e arrivare a Marina di Pietrasanta.

Una giornata di viaggio. Col mare forza 5 che non si sa neanche se l’aliscafo attracca e se attracca poi tutti vomitano nei sacchetti e io invece no, ma comunque non è una bella atmosfera…E se provassi a puntare su Reggio Calabria? L’aliscafo arriva alle due e l’aereo è alle sette di sera…Ma ci tengo davvero così tanto a festeggiare il primo compleanno del quotidiano alternativo al quotidiano su cui scrivo (L’Unità)? Evidentemente sì. La mia, ahimè , è una sorta di doppia appartenenza. Mi spezzo ma non mi schiero, mi spartisco, ma, almeno, dentro di me, ri-unisco. E poi: ho voglia di ascoltare, quello che hanno da dire, quelli che, apparentemente, hanno le idee chiare. Io, dopo questa estate di risse a destra e brontolii a sinistra, non so più che cosa esecrare, che cosa aspettarmi, che cosa sognare…Quando, a mezzanotte, arriverò sul luogo della Festa, in viaggio dal mattino, disfatta e stropicciata, avrò, certamente, un satori, un’illuminazione.

Qualcuno si incaricherà di dire, quindi starò a sentire. Alle 21 e 30 di sabato parlerò anch’io, di questo strumento qui, il blog, privato/pubblico, personale/ sociale…dove puoi essere anche sconcertato e dubbioso…perfino stanco e scoglionato…l’unico obbligo è essere sincero…se no, un diario che senso ha?

Una specie di appendice-verità alla militanza quotidiana del commentare.

Poi ascolterò Paolo Flores d’Arcais perché voglio proprio capire che cosa ha in mente…primarie sì, no, ni…Vendola o no…boh…

Poi me ne tornerò sull’Isola.

Al confino.