La via maestra rimane quella delle elezioni subito, senza governi tecnici “perché abbiamo vinto noi”. Lo ribadisce il leader della Lega, Umberto Bossi. Elezioni alle quali si va “se ci sono le dimissioni di Berlusconi o un voto contrario” sui 5 punti. E a chi gli chiede se, dunque, ci sia la possibilità che la Lega non voti la fiducia, il senatur replica: “Ci sono anche queste possibilità”.  I nostri elettori, ha detto Bossi, “a differenza di quello che dice Fini, sono padani e quindi vogliono la Padania libera, del resto non si preoccupano”. E sul presidente della Camera, il leader del Carroccio si limita a una pernacchia: “Non si dimette? Prrr…”.

A prescindere dalle mosse di Fini, comunque, Bossi insiste con il voto subito, entro novembre ma “dipende da quello che vuol fare Berlusconi”, ha detto. La parola spetta al capo dello Stato, ma secondo Bossi questo non è un ostacolo: “Immaginate se io e Berlsuconi portassimo 10 milioni di persone a Roma”. Ma lascia intendere che possa essere Berlusconi a risolvere la crisi “facendo un passo indietro”.

Non si stupisce il leader dell’Udc. “elementare Watson”, dice Pier Ferdinando Casini. “Tutto come previsto, la Lega si prepara a staccare la spina”.