Felice Maniero, il boss della Mala del Brenta, da domani sarà un uomo libero a tutti gli effetti. Maniero ha saldato il suo conto con la giustizia italiana e potrà tornare a circolare senza vincoli in Europa, con un nome e un cognome nuovi. Maniero, riferisce Il Corriere Veneto, conclude infatti con oggi l’ultima misura restrittiva che stava scontando, il soggiorno obbligato, dopo i processi per omicidi e rapine che per un ventennio hanno terrorizzato il Nordest.

Grazie alla sua collaborazione con la giustizia, decisa nel 1995, dopo l’ultima cattura, a Torino, il re della mala veneta aveva subito una condanna definitiva di 17 anni di reclusione: 11 anni per associazione a delinquere di stampo mafioso, con rapine, traffico di droga e sequestri, e 14 anni per sette omicidi, dei quali il boss ne ha riconosciuti solo cinque. Lo status di collaboratore gli è valso il vantaggio del cumulo delle pene, che da 25 anni sono diventati 17. Maniero, 55 anni, nativo di Campolongo Maggiore (Venezia), oggi fa l’imprenditore nel settore dei casalinghi. Vive in un luogo segreto, ha un nome e un cognome diversi, ma nella sua nuova carta d’identità ha sempre lo stesso volto, quello famoso di Faccia d’Angelo.

Oggi Maniero, probabilmente, non è un uomo nuovo, ma di sicuro è una persona che ha riflettuto con intelligenza sugli ultimi 35 anni trascorsi tra carcere, latitanze, soggiorni obbligati e restrizioni. A sostenerlo è il suo legale Gian Mario Balduin. “Oggi è una persona molto provata – spiega il legale, alludendo implicitamente anche al suicidio nel 2006 della figlia – ma per saperlo bisognerebbe conoscerlo piu’ a fondo”. Anche sul fatto se l’ex boss si sia o meno pentito della lunghissima scia di sangue che ha lasciato alle sue spalle, il legale ha una risposta aperta: “Dobbiamo capire cosa si intende con la parola pentito. Dal punto di vista giuridico certamente sì da quello pratico lo sa solo lui”. Di sicuro, aggiunge Balduin, “è una persona molto intelligente che avrà avuto modo di riflettere sul proprio passato”. Da domani, fa capire il difensore, nulla cambierà in concreto nella vita di Maniero, nessun futuro diverso da quello costruito in questi lunghi anni sembra attenderlo oltre la porta virtuale della fine dei suoi conti con la giustizia.