Oggi, dopo aver letto le solite sparate di Mr. B. sulla pressione fiscale, sono andato a ripassare un famoso documento della Seconda Repubblica.

L’8 maggio 2001, Silvio Berlusconi si presenta da uno dei suoi dipendenti (Bruno Vespa) su una rete della “concorrenza” (Rai1) per firmare sulla celeberrima scrivania di ciliegio il contratto con gli italiani.

Ecco il primo dei 5 punti, quello sul fisco.

“Contratto con gli italiani tra Silvio Berlusconi nato a Milano il 29 settembre 1936 leader di Forza Italia e della Casa delle Libertà, che agisce in accordo con tutti gli alleati della coalizione, e i cittadini italiani si conviene e si stipula quanto segue.

Silvio Berlusconi, nel caso di una vittoria elettorale della Casa delle Libertà, si impegna, in qualità di Presidente del Consiglio, a realizzare nei cinque anni i seguenti obiettivi:

Abbattimento della pressione fiscale:

con l’esenzione totale dei redditi fino a 22 milioni di lire annui; (11.363 Euro)

con la riduzione al 23% per i redditi fino a 200 milioni di lire annui; (103.306 Euro)

con la riduzione al 33% per i redditi sopra i 200 milioni di lire annui; (103.306 Euro)”.

Oggi, a distanza di piu’ di nove anni, questi sono gli scaglioni di reddito e le aliquote corrispondenti per la dichiarazione dei redditi 2010 persone fisiche:

Redditi da 0 a 15.000 euro  aliquota del 23%

Redditi da 15.000,01 a 28.000 euro aliquota del 27%

Redditi da 28.000,01 a 55.000 euro aliquota del 38%

Redditi da  55.000,01 a 75.000 euro aliquota del 41%

Redditi oltre 75.000 euro aliquota del 43%

C’e’da riconoscere che, in effetti, un abbattimento della pressione fiscale ben piu’drastico di quello che venne in pompa magna annunciato c’e’ gia stato. Gli evasori fiscali che hanno beneficiato dell’ultimo condono, lo scudo fiscale, hanno pagato solo il 5%, molto meno del 33% o del 22% che era stato promesso ai non furbi nel 2001. Visto che andavano premiati, l’obolo del 5% e’stato, inoltre, applicato una tantum e non ogni anno. D’altra parte gli evasori se lo sono meritato visto che appartengono alla categoria di italiani furbi e che in Italia i cittadini si dividono tra furbi (non fessi) e non furbi (fessi) ed i furbi ossia i non fessi vengono dal sistema italico regolarmente, puntualmente e lautamente premiati.