Ho l’impressione che molti uomini politici non abbiano mai aperto il dizionario della lingua italiana per leggere e, quindi, acquisire il vero significato della parola “legalità”. Sicuramente è disconosciuta da coloro che, dall’interno del Pdl, osano minacciare chi, estraneo all’area del malaffare, della corruzione e delle collusioni con ambienti della criminalità organizzata, fa incessantemente richiamo al rispetto della legalità.

Apprendo dalle Agenzie di stampa che persino il ministro La Russa, coordinatore nazionale (quindi doppio incarico!) del Partito (ammesso che lo si possa definire Partito!) insieme a Verdini, pretenderebbe le scuse da parte di chi fa appello alla legalità.

Il Cavaliere, poi, avrebbe già cancellato Fini ed i finiani dal Pdl, lasciando la trattazione del tema “Competenza e onestà per una buona politica” ai Verdini, ai Cosentino, ai Bertolaso, ai DellUtri, e compagni. Ci vuole davvero coraggio! Coraggio foraggiato dagli ex colonnelli, oggi solo sudditi, di Alleanza Nazionale, i quali hanno facilmente cancellato la loro militanza nel Partito dove “legalità”, “onestà”, “rettitudine”, “coerenza”, “gratitudine”, “unità nazionale” erano valori portanti.

L’etica politica è ben altra cosa rispetto alla tutela di un sistema che coniuga malcostume, episodi scandalistici, corruzione e mancanza di responsabilità!