Blog | di Matteo Winkler
20 luglio 2010
‘L’omogenitorialità va fermata!’. Parola di senatore
Il testo dell’interrogazione si trova qui.
De Eccher si domanda se i dati, diffusi da Arcigay e secondo i quali il 17% dei gay e il 20% delle lesbiche avrebbero figli nati da precedenti relazioni o da procedimenti di inseminazione artificiale, per un totale di 100.000 bimbi che vivono in seno a coppie dello stesso sesso, siano corretti. Il tutto per osservare che a suo parere questi bambini soffrirebbero di “problemi di tipo giuridico-legale (specie nel caso di separazione della coppia) e di tipo psico-pedagogico (derivanti dall’aver avuto due figure di riferimento identiche)” e che su di essi “non dovrebbe gravare il peso delle scelte di siffatti genitori”. In conclusione, De Eccher chiede come il Governo intende reagire “al fine di evitare il proliferare di simili situazioni in grado di incidere pesantemente ed in modo irreversibile non solo sui minori direttamente coinvolti, ma anche sull’intera società e sul patrimonio di valori condivisi che, soli, ne possono garantire coesione ed avvenire”.
Come tutti sanno, sono molti i figli dei genitori omosessuali. Anzitutto, quelli che sono nati da coppie di persone di sesso diverso, ma con mamma o papà che a un certo punto della loro vita decidono di fare coming out. Interviene la separazione e i figli vengono affidati ad entrambi i genitori. Magari poi il padre gay o la mamma lesbica hanno a loro volta un compagno o una compagna, che magari i bambini conoscono e frequentano abitualmente. Poi vi sono i figli voluti da coppie di persone dello stesso sesso, che hanno accesso a procedimenti di procreazione medicalmente assistita o di maternità surrogata nei Paesi in cui questi procedimenti sono legali (perché in Italia tale accesso è inibito da una “cattiva” legge, la n. 40).
La logica che sta dietro all’interrogazione del senatore De Eccher è quella del pregiudizio. Chissà perché un genitore eterosessuale è anzitutto un genitore mentre un genitore omosessuale è anzitutto un omosessuale. Chissà perché un giudice in America qualche anno fa ha negato l’affidamento di un bambino alla madre lesbica, concedendolo invece al padre che l’aveva chiuso in castigo nell’asciugatrice e l’aveva portato in macchina ubriaco. Diseducativo, ha scritto quel giudice. Come no. E l’affetto dato ad un figlio svanisce d’un colpo se il padre si dichiara gay o la madre lesbica. Come se essere buoni genitori – così come l’essere brave persone – dipenda dall’orientamento sessuale e non dall’affetto dato ad un figlio o dalla capacità di amare.
Ebbene, forse De Eccher non lo sa ma le persone omosessuali sanno essere ottimi genitori.
E non è vero che la materia è lacunosa. Sin dal 1999, la Corte europea dei diritti dell’uomo (caso Salgueiro da Silva Mouta c. Portogallo) ha stabilito che l’affidamento di un figlio a uno dei genitori non può essere rifiutato per via del fatto che questo è gay e vive col compagno.
Inoltre, vi sono studi a livello psichiatrico – accompagnate da prese di posizione ufficiali della organizzazioni nazionali di psichiatri e psicanalisti – che dimostrano chiaramente ed inequivocabilmente che i bambini cresciuti da coppie omosessuali godono dello stesso livello di benessere psicofisico dei bambini di coppie eterosessuali. Lo scrive anche Chiara Lalli nel suo recente libro ‘Buon genitori’, edito dal Saggiatore.
Speriamo che qualcuno ne regali una copia al senatore De Eccher, sempre che, con tutto quello che ha da fare, abbia tempo di leggerla.
* Ringrazio i colleghi Maria Grazia Sangalli e Antonio Rotelli, anch’essi di Rete Lenford – Avvocatura per i diritti LGBT, per lapreziosa segnalazione.
(nella foto il sen.re C.De Eccher tratta dal sito del Senato)



IO spero solo una cosa: che tutto questo polverone serva a fare più chiarezza su un argomento che mi pare sia ancora tutt’altro che chiaro a molti. Una cosa però mi turba non poco: si siti e blog che parlano di mamme, a parte su mammaoggi (mammaoggi.it) non ho visto da altre parti approfonfdimenti su un tema. come se le mamme venissero considerate solo le donne che hanno figli piccoli, e che l’omogenitorialità sia tema da relegare ad altri settori, quali politica, siti gay. ionvece riguarda le mamme. non è cursiosa questa cosa?
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Lavoro nel sociale: mi imbatto in coppie rigorosamente eterosessuali da anni. Le quali coppie fanno figli e figlie.
In queste coppie eterosessuali sussitono:
1) problemi di abusi e maltrattmenti sui figli
2) mancanza di cura dei figli
3) ipercura dei figli
4) violenze sulla madre a cui i figli assistono
lo sttao di prostrazione psicologica di questi bambini mi strazia tutte le volte…davvero questo senatore crede che basta una preferenza sessuale per far si che ci sia amore e cura???
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Non credo che il problema sia l’amore e la cura.
Diciamo che tu vedi tuo padre e tuo padre che si baciano a casa e poi vai a scuola materna e tenti di baciare il tuo compagno di classe, come tratteresti una situazione del genere, come dovrebbe trattarla l’insegnante? La formazione della psiche del bambino non e’ solo una questione di ricevere amore e cure in quantita’ giusta, ma anche una questione di vedere la vita e imparare i comportamenti nella maniera piu’ semplice: copiando cio’ che fanno i genitori.
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Anche ammettendo che il problema non sia l’amore e la cura (che secondo me stanno alla base di ogni crescita sana e serena)trovo più semplice la gestione di un bambino amato e curato che nei primi anni di vita prova a dare un bacetto al compagno piuttosto che quella di un figlio di eterosessuali che pesta come un tamburo il compagno o violenta una compagna perchè ha assistito o subito atti violenti in famiglia. L’amore genera amore, sempre. Detto ciò, non è facilmente liquidabile il tema dei figli di coppie omosessuali, ma il vero problema è la società che non è ancora in grado di accogliere questo atto di civiltà
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Se va su youtube e cerca “omogenitorialitá” trovera´ diverse storie di bambini cresciuti da coppie gay..quelloc he ho ascolato sono tutti concordi nel dire che davanti ai bambini la societa´e´molto piu aperta dei nostri politici…un pediatra non rifiuta un bambino perche ha due mamme, una maestra d´asilo che ha studiato un attimo pedagodia non mette in un angolo un bambino solo perche ha due papa´…
la storia italiana ci dovrebbe aver insegnato (divorzio, aborto ecc) che la societa´ e´ben piu libera e moderna di quando non lo sia la nostra classe dirigente…oggi molto piu´di ieri
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@ Terenzio: se i bambini copiassero come automi quello che fanno i genitori non esisterebbero persone gay visto che fino ad oggi il 99.99% della popolazione e´nata e cresciuta in famiglie etero…..non le pare??
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Chi ha mai parlato di assoluti? Ma quanto e’ facile che in una famiglia con un padre violento anche il figlio diventi violento? Quanto e’ facile che in una famiglia che sopravvive rubando anche il figlio impari a rubare? Quanto e’ facile che in una famiglia chiusa e introversa un figlio sia introverso? Ovviamente i bambini non copiano come automi ma tendenzialmente assorbono il modo di fare dei genitori.
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Il problema non è la capacità di una coppia omosessuale di crescere dei bimbi…il problema è la testa della gente. Ora, avete visto la faccia del senatore? Beh, cercate di capirlo!! Aveva 10 minuti liberi, lui che è un multitasking man e doveva occuparli. Non importa se abbia sparato alla cieca, non importa il contenuto di ciò che dice…doveva solo far parlare di sè da uomo del fare tal qula’è (pure la rima ho beccato!).
Per il resto, scherzi a parte, penso che il problema stia nel provincialismo e dunque nella limitatezza che avvolge la nostra società bigotta e superstiziosa ma soprattutto assai ignorante. Se decidessimo di uscire da questa condizione ci emanciperemmo e non avremmo più bisogno dei porporati a dirci cosa è eticamente e moralmente giusto e di innumerevoli governi allineati agli stessi porporati solo per raschiare i voti della comunità cattolica.
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Per Simone, Meursault, Zigainar, Southsun…
mi sono preso il tempo di leggere tutti i post e posso garantire che non c’è verso di arrivare a capire quali siano le reali conoscenze di Federico. Altre persone gli hanno posto delle domande precise alle quali si rifiuta di rispondere oppure le elude con lunghe disquisizioni che girano sempre intorno agli argomenti di cui vuole parlare lui.
Avete cercato di porre delle domande alle quali, come ironizza Zigainar, Federico non vuole rispondere.
Ottima arte retorica di quest’ultimo, dunque, che ha dato lezioni un po’ a tutti in questo blog (e sicuramente non tarderà a farlo anche con me) ma che non è minimamente riuscito a distinguersi dai giudizi banalissimi di certi omofobi per cui sostanzialmente allevare dei bambini è una cosa naturale solo per gli eterosessuali. Non ha prove per questo, tra l’altro non ritiene di doverne dare, né di tipo scientifico, né date dall’esperienza nel campo dell’omosessualità e in quello dell’infanzia.
A questo punto, come ho potuto constatare leggendo tutti i suoi (e non solo i suoi) interventi, penso che potreste passare mesi a discutere con lui senza che vi dia la minima prova di quello che sta affermando.
Il principio di precauzione non c’entra niente.
L’adozione è una pratica che esiste nella società e una categoria di persone chiede di usufruirne.
La risposta può essere positiva o negativa. In entrambi i casi va motivata.
Ritenere che una categoria di persone (le coppie omosessuali)siano potenzialmente pericolose (in questo caso si sostiene che potrebbero essere un pericolo per i bambini che desiderano allevare) è un’accusa grave che va provata da chi la fa in modo più che scientifico.
Ma queste sono cose che a quanto pare certe persone non si sentono in dovere di fare.
Non vi lasciate impressionare. Il signor Federico è una delle tante persone che ritiene che gli omosessuali non siano persone normali,ma non è in grado di provarlo… Tutto qui.
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Nessuna impressione. E’ un altro Giuliano Ferrara. Sono quei sedicenti intellettuali che scrivono dietrologie perchè il pensiero finito li terrorizza. Non ha alcuna competenza se non quella tuttologia teologica che finisce col tramutare tutto in confutazione ontologica.
Esempio: l’apologeta dice “a voi l’onere della prova”, riferendosi al depennamento dell’omosessualità dal DSM. La prova c’è e i risultati scientifici sono letteratura medica pubblica. La prova spetterebbe a lui, documenti e studi alla mano. La prova non arriva. La prova non esiste. L’unica cosa esistente è la sua omofobia da sbarco che nasconde, molto probabilmente, un’attrazione mai davvero digerita. Se costui non è un cardinale ha i numeri per diventarlo. Saluti
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moltissimi altri lettori hanno espresso opinioni difformi. tra i lettori c’e’ tutto meno che allineamento, anche se a qualche intollerante la cosa sembra non andare giu’. pace.
imposto la questione come ritengo. se altri la vogliono impostare in modo diverso liberissimi di farlo. non accettare l’impostazione altrui fa parte del diritto di opinione per quanto a gente intollerante o prepotente questo possa apparire strano. e non c’e’ principio di autorita’ che tenga nelle scienze come in altri campi.
altre considerazioni di chi ha scritto questo ultimo commento sono gratuite e dimostrano soltanto un tentativo banale di riportare il dibattito nei termini ideologici familiari e di agitare i soliti argomenti triti e ritriti senza peraltro riuscire a motivarli in alcun modo.
non ho mai sostenuto ne’ pensato che le persone che tra le altre cose sono anche omosessuali non siano esattamente alla pari degli altri. ritengo che, semplicemente, non possano procreare con un rapporto omosessuale e che da questo scaturiscano una serie di conseguenze importanti. la posizione e’ chiara ed e’ stata dibattuta. poi ognuno resta libero di vederla come vuole nel rispetto degli altri, non con questi modi che indicano una profonda poverta’ di argomenti.
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forse sono noioso ma lei continua a parlare di procreazione cosa NON in discussione si parla di allevare figli…se la sua cultura o la sua razionalita non riesce a discernere RIPRODUZIONE da ALLEVAMENTO mi spiace …ma basta un semplice dizionario..
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pare ci fosse (forse) un legame tra le due cose addirittura prima della pubblicazione del dizionario.
noto come lei non abbia obiezioni al livello dei commenti qui sopra che la tirano in ballo. ne concludo che le vadano bene.
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Condivido appieno il commento di Simone sulla distinzione tra procreazione ed allevamento.
Il legame non é certo posto dalla “Natura”. In “Natura” la progenie é sempre allevata dalla coppia di genitori biologici? Lo é nella maggior parte dei casi? Lo é per i mammiferi? Anche solo per i primati?
No di certo.
La prassi (dell’allevamento etc. etc.) è una convenzione maturata da una parte (sottolieno, una parte) della cultura umana, nulla di più.
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Federico, lei è veramente incredibile. Rivendica il diritto di ognuno di impostare il dibattito come gli pare e poi si lamenta con chi (la cito) vuole “riportare il dibattito nei termini ideologici familiari”.
Allora è suo il diritto di impostare il dibattito come le pare o è di tutti ?
Ritiene, trattandosi le sue di questioni etiche di non dover fornire motivazioni supplementari a chi glie lo domanda ma si lamenta degli altri che (la cito) agitano “ i soliti argomenti triti e ritriti senza peraltro riuscire a motivarli in alcun modo.”
Forse ritiene che i suoi argomenti etici-fisiologici siano una novità ? Che non siano triti e ritriti ? Che siano perfettamente motivati ?
Sicuramente ognuno è libero di vederla come vuole, ma nel momento in cui ci si addentra in un dibattito bisogna anche accettarne le regole, e una di questa è quella di saper argomentare al meglio le proprie opinioni. Avere un’opinione è facile, saperla argomentare un po’meno… E se delle persone le domandano degli argomenti supplementari perchè ritengono che la sua tesi non sia fondata, questo non è essere prepotenti, sono solo le regole del dibattito.
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E a proposito di prepotenza e non rispetto degli altri, di cui mi/ci accusa, le regalo solo un piccolo assaggio di alcune frasi scritte da lei.
“per quanto questo lasci i sempliciotti (scientisti senza sapere di esserlo) spaesati e senza uno spauracchio da agitare. questo e’ pacifico per chinque conosca l’ABC della filosofia. neanche i positivisti avevano posizioni inconsistenti e infondate come le sue.”
“mi dispiace per lei che evidentemente non sa di cosa parla, mostra di avere una visione ingenua e certamente datata della scienza e volge tutto in funzione della propria posizione ideoligica”
“il gioco di parole sul fatto che 1 omosessuale si puo’ riporodurre con 1 individuo di sesso opposto e’ carino, bravo. sei uno che gioca con le parole, non un buon punto di partenza per un aspirante scienziato”
“lei si qualifica benissimo da solo e non ho bisogno di rispedire al mittente le sue considerazioni tipiche di una persona dalle vedute quantomai ingenue in fatto di scienza”
Vede Federico sicuramente noi saremo autoritari, prepotenti che mancano di rispetto, e sicuramente io più di tutti, ma rileggiti… non sei meglio di noi !
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non ha proprio trovato niente di meglio come “assaggio”? una dimostrazione “scientifica” secondo il suo metro.
le faccio notare che ho detto piu’ volte che per me il dibattito era sufficiente. non ho certamente fatto cio’ che lei maldestramente tenta di fare adesso, cioe’ imporre il proprio punto di vista in modo chiaramente intollerante e infantile (volendo chiosare sul dibattito, avere l’ultima parola, quella che solo un ingenuo puo’ pensare sia la verita’ soltanto perche’ detta per ultima), facendo appello a un fantomatico “gruppo” di lettori (l’ultima spiaggia di chi non ha argomenti) e a fantomatiche domande inevase (manco lei fosse un giornalista d’inchiesta e io l’intervistato. si dia una calmata).
il dibattito in questa sede per quanto mi riguarda e’ chiuso. sono altri, il cui livello di maturita’ chiunque puo’ giudicare, che insistono a dire “eh no, la discussione non finisce qui, prima devi accettare la nostra impostazione” (ma nostra di chi? ognuno parli per se, che su internet c’e’ per altro sempre la possiblita’ per una singola persona di assumere piu’ nomi a piacimento). basta guardare per rendersene conto con facilita’ la pagina di commenti precedente. ma non c’e’ peggior cieco di chi non vuol vedere.
il livello dei suoi commenti, secondo i quali chi e’ contrario alle adozioni per gli omosessuali sarebbe necessariamente omofobo o magari religioso, e’ molto modesto. non c’e’ traccia di uno spillo a cui appendere queste affermazioni. dimostra solo un maldestro tentativo di riportare il dibattito negli ambiti ideologici familiari. non staro’ certo qui a chiderle di sposare la mia tesi o la mia impostazione come lei, che mostra di avere una visione ingenua della scienza e non solo, ha cercato di fare con chi esprime liberamente posizioni diverse dalle sue e le motiva in modo che a lei non piace. si rassegni, la sua impostazione e’ sbagliata. lei libero di averla e gli altri di criticarla senza dover subire queste schermaglie ridicole da asilo.
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WOW cosa leggono i mie occhi insonni ?

)

Non voglio infierire su Federico, ma effettivamente in fatto di prepotenza e autoritarismo non è meglio di noi (anche se mi dispiace sdavasc ma io sono peggio di te
Forse il problema è che lui pone la questione etica troppo presto. Mi spiego. Siamo in una situazione in cui non esiste l’adozione per gli omosessuali. Nel momento in cui ci si pone il problema se autorizzarla o meno si sostiene, secondo alcuni, l’ipotesi che i bambini subirebbero danni di tipo psico-pedagogico. (Non dimentichiamo che di questo parla l’articolo)
Ok.
Allora si verifica se questo sia VERO o NON VERO.
Nel momento in cui si hanno dei dati allora possiamo far intervenire l’etica.
Se i bambini soffrono, allora l’etica ci indica il comportamento giusto da seguire(non permettere l’adozione).
Se sono anche solo pochissimi a soffrire si può adottare il principio di precauzione.
Ma non lo si può fare prima di avere queste informazioni!Sicuramente è delicato ottenerle, ma abbiamo la fortuna che in alcuni Paesi ci hanno già provato, quindi è possibile avere dei dati su questo argomento. Basta aver voglia di occuparsene senza pregiudizi.
Ecco perchè sono stati chiesti a Federico dei dati un po’ più precisi.
Altrimenti, più che di approccio etico, si finisce per parlare di approccio morale, o moralistico, che non è proprio la stessa cosa.
Che tu lo creda o no, Federico, le risposte che ti si chiedono, sono essenziali per argomentare quello che tu definisci un approccio etico.
Tengo inoltre a precisare che degli studi francesi hanno dimostrato che all’interno della comunità omosessuale, poi, sono pochi quelli che desiderano avere dei bambini, e non penso che da noi sia molto diverso.
Quindi anche gli scenari immaginati di un’Italia riempita di famiglie con due papà o due mamme, dimostrano una volta di più che spesso chi interviene non conosce la realtà del mondo omosessuale.
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