I rapporti all’interno del Pdl sono sempre più difficili. Gli uomini di Fini si stavano guardando le spalle già da tempo, ma da quando La Russa cammina per le vie del Tempio con una sacca di trenta denari appesa alla cintola hanno capito che gli occhi vanno tenuti aperti per bene.

Anche a Gasparri hanno dato delle monete d’oro ma ancora non si è accorto che le sue sono di cioccolata. L’odio nei confronti dei finiani è montato fino a rendere la convivenza nel partito insostenibile. A che punto siamo arrivati? Beh, prima delle partite dei mondiali i capitani delle squadre hanno letto dei messaggi contro il razzismo: uno degli appelli chiedeva che nel Pdl finissero le discriminazioni contro i finiani.

Contro i dissidenti interni si sono incazzati persino i leghisti, popolo naturalmente incline all’amore per il diverso e geneticamente disposto ad accettare idee differenti dalle proprie. Stanco di fingersi democratico, Berlusconi aveva già organizzato la sua notte dei cristalli durante la quale tutti gli oppositori interni sarebbero stati trasferiti nel lager di Cologno Monzese e costretti a lavorare come pubblico di Forum.

I convogli a tenuta stagna erano già in moto quando qualcosa ha rimandato l’operazione di pulizia etnica: Iva Zanicchi ha dovuto ingranare la retromarcia e riportarli in stazione. Italo Bocchino infatti, barricatosi in un cesso della Camera dopo che un gruppo di bounty killers del Pdl lo aveva intercettato nonostante si fosse camuffato da Lady Gaga, è riuscito a rompere l’assedio e a lasciare la tazza su cui viveva da 3 giorni quando ha realizzato che i finiani avrebbero il numero legale per far cadere il governo.

Tenendo bene in vista il foglio su cui era riportato il conto dei voti, Bocchino si è fatto largo tra i mercenari per poi far perdere le proprie tracce lanciandosi da una finestra. Berlusconi non l’ha presa bene: è così preoccupato che oggi non aveva nemmeno voglia di violare la Costituzione.