Cronaca | di Redazione Il Fatto Quotidiano
7 luglio 2010
La disperazione degli aquilani a Roma. Le forze dell’ordine caricano, tre feriti
In serata il contentino: Il sottosegretario Gianni Letta, 'emendamento alla finanziaria, tasse arretrate in dieci anni anziché cinque'
Il governo, ha annunciato Letta, presenterà in aula al Senato un apposito emendamento al decreto legge sulla manovra, per ripartire il pagamento su 10 anni anziche’ su 5, come attualmente dispone la norma approvata in Commissione. Nella tarda mattinata, una delegazione del corteo – tra cui il sindaco Cialente e l’ex-presidente della Provincia, Pezzopane - era stata ricevuta dal presidente del Senato Schifani. “Dal primo luglio – aveva sottolineato il sindaco all’uscita dall’incontro – abbiamo ripreso a pagare le tasse. Ma lo spettro più grande è un altro: dal primo gennaio ripagheremo 14 mensilità di tasse con il recupero di quelle non pagate, il che vuol dire che per ogni 1000 euro ci sono 200 euro di tasse aggiuntive. Le casse sono vuote, e dico della cassa per pagare l’emergenza come vice commissario. Per i 32 mila sfollati che ancora alloggiano negli alberghi, c’è una spesa fra i 15 e i 20 milioni al mese, che naturalmente non posso pagare. Senza trascurare che la manovra finanziaria all’esame della Commsisione Bilancio ha trascurato del tutto l’emergenza Abruzzo”. Anche il presidente dei senatori del Pd, Anna Finocchiaro, a nome dei gruppi dell’opposizione ha avuto un colloquio con esponenti del Governo per chiedere una soluzione al problema delle tasse richieste ai cittadini colpiti dal sisma.
Loro intanto, gli aquilani, hanno vissuto una giornata di passione e di protesta per le strade di Roma. A partire da questa mattina hanno manifestato e occupato gran parte di piazza Venezia e via del Corso per poi spostarsi verso piazza Colonna. Non chiedevano privilegi ma equità e diritti, “un futuro per il territorio aquilano, per il quale serve una legge organica sul dopo terremoto, per la ricostruzione che non è mai partita, una tassa di scopo e fondi certi”.
I manifestanti erano arrivati a piazza Venezia con circa 45 pullman provenienti dal “cratere” dell’Aquila, la zona piu’ colpita dal terremoto. 3000 cittadini, 20 sindaci, slogan contro il Tg1 e contro la stampa in generale, volevano protestare davanti al Parlamento perche’ dal primo luglio hanno ricominciato a pagare le tasse, ha spiegato il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, che ha subito capito quanto fosse tesa la situazione.
Inaccessibile tuttavia piazza Montecitorio per la concomitante manifestazione dei disabili, tre blindati di carabinieri e polizia hanno chiuso ermeticamente l’accesso a via del Corso da piazza Venezia. A questo punto un gruppo, un centinaio di persone, ha cercato lo stesso di superare lo sbarramento ed e’ entrato in contatto con le forze di polizia. Da qui sono nate le tensioni maggiori: dopo i primi tafferugli e spintoni la polizia ha infine caricato i manifestanti, e almeno tre persone sono rimaste ferite. Sui tafferugli il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, ha convocato una riunione urgente al Viminale per capire se vi siano delle responsabilità e di chi negli scontri.
Il grosso dei manifestanti, dopo una prima apertura del cordone della polizia è rimasto a lungo bloccato in via del Corso, mentre un gruppo più piccolo è riuscito a superare le camionette della Polizia per raggiungere piazza Colonna. Tra i manifestanti anche alcuni poliziotti che mostravano cartelloni con la sagoma di un agente colpito da un coltello e una scritta: “L’Aquila pugnalata alle spalle”.
Dopo ripetute tensioni, sul posto è arrivato anche Antonio Di Pietro. Dopo un confronto con il questore il leader dell’Idv ha ottenuto l’autorizzazione perché il corteo, ormai spezzato in tre tronconi, raggiungesse Montecitorio. Un folto gruppo di manifestanti aquilani, però, è tornato verso piazza Venezia. Qui ha forzato un cordone di polizia per arrivare sotto Palazzo Grazioli dove si stava tenendo il vertice con Berlusconi del Pdl. Sotto palazzo Grazioli i manifestanti hanno gridato: ‘Vergogna, vergogna’.



Leggendo cioè che dice Sallustri su Il Giornale verrebbe da piangere…la gente si toglie la vita per la disperazione di essere dimenticata, mentre non si ricostruisce nulla e mentre alla televisione nn se ne parla, e se se ne parla si inventa un intervento ricostruttivo da record. Questi leccapiedi del regime hanno la faccia tosta di affermare cose del genere nei loro giornali pagati da noi…cosa dovrebbe fare la gente se nn ribellarsi? la rivolta è vicina.
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non si vede il video dell’articolo ‘la disperazione degli aquilani’…come mai?
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Ora la parola è al manganello,frà poco ci sarà anche l’oglio. E questa il signor B la chiama democrazia.
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Se lo sciopero é un diritto del cittadino, allora é un suo diritto arrivare con la sua protesta fin sotto i palazzi del governo. Il governo non é una proprietá privata e lo sciopero non serve se confinato dentro certe zone lontane dai vertici dei governanti. Piena solidarietá con i cittadini aquilani che per poter godere dei loro diritti e reclamare la situazione assurda in cui stanno vivendo devono passare per i manganelli.
La decisione del governo dell’ultima ora denota una crescente debolezza…continuiamo a dare picconate prima o poi il muro cadrá!
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Agganciamo gli stipendi dei politici alla crescita del PIL!
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Io non voglio più leggi speciali, ma vorrei che venissero usate e impiegate quelle esistenti, dalle istituzioni e cittadini tutti.
L’ente territoriale Regione Abruzzo e l’ente locale Comune di L’Aquila, lottino politicamente per governare la ricostruzione e l’amministrino con le leggi speciali esistenti che insieme al codice civile già tutto prevedono per gli espropri, le requisizioni, gli ammassi, limiti e vincoli alla proprietà privata dei cittadini aquilani, nelle forme legittime, se necessario e con gli indennezzi dovuti.
Non ci sono soldi in cassa.
Questa mattina i giornali hanno detto di migliaia di cittadini aquilani questuanti e disturbanti la quiete del Consiglio dei ministri e di altri questuanti e disturbanti che ostendevono le loro disabilità.
L’impressione è stata la stessa del poveraccio che questua ostentando le proprie mutilazioni, ma che non sempre è degno della nostra solidarietà.
Il Sindaco di L’Aquila sa che non ci sono ne braccia ne cervelli cittadini, ne Uffici Pubblici con cui organizzare e amministrare le attività necessarie alla ricostruzione?
O il Sindaco sa che il Consiglio dei ministri, secondo la sua natura, continua a confondere l’interesse economico di una oligarchia di imprese edili con il Publico interesse e quindi continua a “distrarre” il danaro pubblico, preso dalle (poche) tasche degli italiani, via dalla protezione civile e via dalla Provincia e Comune di L’Aquila in barba al riformato Titolo V della Costituzione: artt. 117, 118 e pricipio di sussidiarietà?
Penso che questo sia il Problema del Comune e Provincia di L’Aquila, ma non l’unico.
In esito alla denuncia di scomparsa di un muro portante il tetto in cemento armato, l’Ufficio “Provincia dell’ Aquila Servizio Genio civile di Avezzano” ha risposto, dopo debito e solerte sopralluogo di un geometra ed un architetto:”… In relazione alla presunta demolizione del muro portante … si comunica che nell’elaborato allegato alla autorizzazione … non risultano planimetrie di dettaglio, per cui non è possibile stabilire se detto progetto prevedeva la realizzazione di tale muro, mentre nell’ellaborato allegato alla nota …, detto muro risulta previsto.”.
Peraltro dall’esauriente documentazione riferita in detta risposta si deduce che l’autorizzazione era stato un atto complesso riferentesi ad un elaborato di progetto iniziale integrato da un elaborato variante in base al quale ed in esito al sopralluogo del 1983 era stato possibie rilasciare il certificto di conformità. Quindi visto che “detto muro risulta previsto”, è stato anche costruito, ma l’Ufficio Pubblico da un lato ha voluto rappresentare un’ambigua situazione e dall’altro ha omesso di dichiarare se la “presunta” demolizione denunciata si fosse risolta in una certezza di esistenza di esso nella reatà o meno, in esito al sopralluogo del 2010.
Si aggiunge che l’ingegnere preposto alla direzione di tale Ufficio non è titolare della funzione di Ingegnere Capo. Povero Sindaco di L’Aquila; poveri noi.
Un aneddoto: un Direttore generale di una Amministrazione centrale dello Stato italiano disse ad un ingegnere ispettore che gli aveva presentato un verbale preciso ma concludente con un salvo errori propri della fallibilità umana: o lei cancella quest’ultima affermazione o non mi serve.
Il funzionario ingegnere sdegnato si allontonò, ma dopo qualche tempo tornò davanti al detto con il verbale depurato della incriminata conclusione
Il funzionario e insieme professionista aveva capito finalmente cosa sigificasse asseverare ed anche che era proprio della suo essere un unico dovere: asseverare quella certezza fondamento di ogni società e che la legge garantsce.
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Tam……Tam……Tam….
……TTTTAMMMM……purtroppo le peggiori situazioni economiche e i peggiori “politici” hanno risvegliato una popolazione rincretinita dalla tv commerciale di Re SiLvio, dico purtroppo che gli italiani (medi) se ne fregano di tutto….tranne se manca pasta e pane… e ora quel momento si avvicina, avrei preferito una ribellione pacifica (es. una marcia) ma in ITALIA così non si risove nulla infatti giu’ manganellate….tanto sono sempre quelli dei centri sociali..anche se pensionati (vedi aquila e dichiarazioni di fra-ttini ieri)…e poi fortuna che silvio non sa niente del trattato di lisbona…………altro che manganelli….ora in europa e’ possibile sparare a chi protesta…qualcuno sapeva di cio’???? Avete letto il trattato di lisbona firmato 1 anno fa dall’italia (rimaneva l’irlanda a bloccare tutto….ma la crisi finanziaria e la necessita’ di un aiuto dalla FMI per non far fallire le banche ha firmato)…Mi sembra di leggere 1981 di Orwell
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Il mito di Berlusconi si sta sgretolando velocemente.
Come quelle strutture architettoniche edificate con superbia, sfidando la fisica ed il comune buon senso, che all’improvviso si sgretolano per sparire in cumuli di fumo, anche l’imprenditore di Arcore buttatosi in politica per risollevare le sorti del proprio Paese, oramai, ha perso la propria credibilità.
Il suo “ghe pensi mi” non convince più nessuno.
Quell’immagine di superuomo che si è cucito indosso per oltre 20 anni sta diventando un mascherone dalle fattezze grottesche e comiche. L’uomo ormai non è più invincibile: è vecchio e stanco. E pure solo. Con la fiducia si farà la conta di chi è rimasto con lui e chi, invece, seguirà la leadership sempre più credibile di Gianfranco Fini. Giovane, fresco come una rosa, che non promette l’impossibile ma almeno è credibile.
Ci sono voluti 20 anni, ma alla fine il Paese, di colpo, s’è svegliato, ed ha capito che Berlusconi è rimasto quello che è sempre stato: un pubblicitario. Un ottimo venditore. Ma nulla più.
Le immagini della manifestazione di protesta degli aquilani ieri a Roma segneranno il giro di boa. I telegiornali sono stati costretti a registrarle con le proprie telecamere. I giornali a parlarne.
Di colpo, quel miracolo di propaganda s’è sciolto come neve al sole ed è rimasta in vista la nuda e cruda realtà. Una realtà fatta di gente disperata ed esasperata. Prima la tragedia del terremoto, poi il G8, le telecamere, le visite del Premier intento ad abbracciare vecchie sdentate. Visite che via via si sono fatte sempre più rade. A Gennaio, poi, quei fischi non gli erano proprio piaciuti, e così, a L’Aquila, non ci ha messo più piede. Infine pure la Guzzanti con il suo Draquila, che è stato accolto a braccia aperte dai terremotati. Il Governo ha deciso di spegnere i riflettori sull’Aquila e la televisione (Rai-Set) ha prontamente obbedito.
Gente spaventata, distrutta, caricata come briganti. Volti tumefatti e coperti di sangue, polizia che picchiava, telecamere fortunatamente pronte a riprendere. Ecco come il Governo Berlusconi ha effettivamente trattato i terremotati: con il manganello delle forze dell’ordine!
Del resto non si poteva permettere che quella gente arrivasse a Palazzo Grazioli. E non si capisce il perché, dato che quella è e resta una residenza privata. Non è né la sede del Governo, né del Parlamento. E’ una delle (tante) dimore private del Presidente del Consiglio. Ma dato che il nostro è l’unico Paese in cui le riunioni dei Ministri si svolgono nell’abitazione personale del premier, e sempre là vengono ricevuti leader stranieri, delegazioni estere, le rappresentanze sindacali ed organizzati festini notturni, il luogo riveste un’importanza simbolica unica del proprio genere. Rappresenta il potere come lo concepisce chi ora lo detiene, Berlusconi: gestire la res publica in modo privato, imprenditoriale, direttamente da casa propria.
E’ per quello che gli acquilani non dovevano arrivare a gridare sotto quelle finestre. Sarebbe stato leso il potere nella propria intimità. Ben lontano dai palazzi delle istituzioni, molto vicino, troppo vicino, a quelle quattro mura in cui nascono tutte le leggi.
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Giusto per ricordare queste sono le dichiarazioni di Silvio Berlusconi, 10 aprile 2009: Il terremoto in Abruzzo è
stato un dolore, una cosa lancinante e lacerante. Tutte le storie chemi sono venute addosso sono state drammatiche. L’ho promesso sulle bare:non lasceremo mai sola questa regione.
Il terremoto è stato usato per fare un enorme spot elettorale, oggi non servono più proclami e false promesse e quindi giù manganellate…Mi vergogno di questa Italia..
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Gli acquilani del centro storico vogliono vendere, o meglio, sono spinti a vendere loro malgrado data l’assenza di un progetto di ricostruzione e di un adegato finanziamento.
Mi chiedo chi comprerà tutte le abitazioni di valore storico o in zone che erano di pregio. Dopo che molte/tutte le abitazioni che erano di un qualche valore saranno vendute, arriverà il finanziamento per la ricostruzione del quale usufruiranno i nuovi proprietari?
Come ipotesi è dietrologica mi rendo conto, ma visto quello che accade nel governo e attorno ad esso, nessuna ipotesi anche fantasiosa può essere esclusa a priori.
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c’è un bel libro della Naomi Klein, che si chiama Shock Economy, che spiega proprio questo meccanismo (applicato in giro per il mondo ma negli USA – a New Orleans in particolare- dopo l’uragano Katrina): dopo la catasfrofe (ugarano o maremoto), si allontanano dalla parte “succosa” del paese, i vecchi cittadini (non “intrallazzati” con gli speculatori edili) con la “scusa” dell’inagibilità/ricostruzione del luogo danneggiato, e successivamente le case vengono acquisite dagli speculatori che possono ricostruirle e venderle a peso d’oro…Il meccanismo americano è ben collaudato: fuori i “pezzenti”, largo ai lobbisti! per cui nulla di più facile che stiano applicando lo stesso metodo anche qui…
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Ciao a tutti, sono un vostro abbonato. Provo un profondo odio verso il PD e i suoi componenti che si rendono schiavi, ogni giorno di più.
Però non riesco a concepire che anche il Fatto Quotidiano che ha come slogan: “le notizie che nessuno ti da ( o qualcosa del genere…)”, si comporti come tutti gli altri.
Perché NASCONDETE il fatto che hanno partecipato alla manifestazione (per qualunque motivo l’abbiano fatto!!!), oltre che Di Pietro, anche Bersani e Pannella.
Perché non parlarne? Questo non è, comunque, distorcere la realtà?
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LEGGETE QUESTO BLON NON MIO
http://ilnichilista.wordpress.com/2010/07/07/i-terremotati-in-protesta-ingrati-gentaglia-indegna-di-esistere/
Non si possono denunciare? Avvertire, quantomeno, gli amministratori di facebook, così solerti a cancellare il video della Gabanelli?
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Letta pensa che gli Aquiliani (Italiani) sono tutti c……
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Mi chiedo cosa succederá al momento di riscuotere le tasse dal popolo Abruzzese.
Il rappresentante giudiziario o chi per lui, per farsi dare quello che il governo chiede, a quale casa, a quale indirizzo, a quale portone andrá a bussare?
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Io avrei messo in prima pagina un titolo del tipo ‘Ecco il partito dell’Amore’
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Ma come è potuto accadere tutto questo,come è stato possibile arrivare nuovamente ad un regime dopo un ventennio di sofferenze che doveva esser d esempio per tutti noi,il fatto è che purtroppo in italia regna l’ignoranza e tanti non hanno voglia di aprire gli occhi e vedere cosa accade,cosa ci stanno facendo e QUANTO CI PRENDONO PER IL C… OGNI GIORNO,B e tutta la sua squadra di lecca **** ci stanno portando alla rovina vera
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sono vicino a queste persone che hanno manifestato con passione e orgoglio per un diritto sacro come la casa..la loro casa…non capisco come forze dell’ordine,i cui stipendi, alloggi, mense(ecc.ecc.) sono pagati dallo stato,lo stesso stato di cui fanno parte questi cittadini che pagano le tasse,possano essere arrivate a dare manganellate in testa.Provo molta tristezza per loro..per questi uomini in divisa che devono obbidire agli ordini..ordini meschini,violenti…picchiando persone armate solo di tristezza e rabbia per quello che gli è successo e per come sono stati trattati..questa persone rivogliono solo i loro paesi,le loro città,le loro case…non privilegi..ma diritti…
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Spero che il titolo offensivo de “Il Giornale” sia un abbaglio.
Altrimenti vorrebbe dire voler infangare le migliaia di persone che hanno sofferto e ancora soffrono.
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Quello che è accaduto è gravissimo.
Negli occhi della Polizia ho letto l’imbarazzo per essere li, a fronteggiare i terremotati.
Mi è venuto in mente quanto in passato (24 ottobre 2008 – intervista di Andrea Cangini per “Il Giorno”) l’ex Presidente della Repubblica Francesco Cossiga “consigliò” a Berlusconi:
“Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interno.
In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perchè pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito… Lasciarli fare (gli universitari, ndr).
Ritirare le forze di Polizia dalle strade e dalle Università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città.
Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di Polizia e Carabinieri.
Nel senso che le forze dell’ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale.
Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano.
Soprattutto i docenti.
Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì… questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l’incendio”
Berlusconi & C son capaci di infiltrare nei cortei qualcuno dei loro “bravi” per creare la situazione in modo da dare il la alle manganellate.
Ieri è andata bene per un pelo, e probabilmente è stato anche un avvertimento.
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La democrazia non è esercizio di potere della maggioranza, ma equilibrio di poteri tutti assoggettati alla legge mediante controlli reciproci, al servizio non solo della collettività che l’ha scelta ma della comunità tutta, con particolare riferimento alle minoranze.
Berlusconi & C han solo “la cultura del profitto da raggiungere attraverso la strumentalizzazione del potere e la monetizzazione delle persone”: a costoro, della politica non interessa assolutamente nulla.
Marcello Dell’Utri, “socio” di Berlusconi, a proposito dell’inizio della sua carriera politica e della relazione tra questa e i suoi procedimenti giudiziari, ha commentato nel 2010:
« Io sono politico per legittima difesa. A me delle politica non frega niente. Mi difendo con la politica, sono costretto. Mi candidai nel 1996 per proteggermi. Infatti subito dopo mi arrivò il mandato di arresto [...] Mi difendo anche fuori [dal Parlamento], ma non sono mica cretino. Quelli mi arrestano”. »
Berlusconi, è nelle stesse condizioni di Dell’Utri.
Capito con chi abbiamo a che fare ?
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