“Polizia municipale? No, guardia padana”. In terra lombarda c’è il rischio di incappare in questi malintesi, perché può succedere che i “guardiani” con le camicie verdi, sentendosi padroni a casa loro (per parafrasare un celebre slogan lumbard) si stabiliscano direttamente negli uffici della polizia locale. Succede a Chiari, paesotto bresciano governato dal sindaco leghista (e senatore) Sandro Mazzatorta, rieletto nel 2009 con il 62% dei voti. La vicenda è stata portata alla luce dal senatore Guido Galperti (Pd), che ha rivolto un’interrogazione al ministro dell’Interno Roberto Maroni per sapere innanzitutto se la notizia rispondesse a verità e, nel caso, chi e a che titolo avesse concesso l’autorizzazione alle guardie lumbard dell’Acsu (assistenti civici per la sicurezza urbana) di albergare nel comando di polizia.

Per conto di Maroni ha risposto il sottosegretario Michelino Davico, come riporta il sito di Libertà e Giustizia. “Tutto vero”, ha confermato l’imperturbabile Davico. Le camicie verdi siedono a fianco degli uomini in divisa, ma per carità: solo una volta alla settimana. Per la precisione, un paio di ore al venerdì. Non si capisce bene però su che basi sia stato concesso l’utilizzo part-time del comando di polizia locale. Ci pensa il sottosegretario a spiegarlo, per la verità con qualche difficoltà: “E’ il sindaco – spiega Davico – che valuta la necessità del suo territorio di utilizzare questa forma di collaborazione. Lo stesso sindaco ha precisato che l’associazione già collabora in modo volontario e gratuito con il comune per le segnalazioni alla polizia locale di situazioni di degrado sul territorio”. Che poi è incappato in uno scivolone precisando che codesti “assistenti civici” sono autorizzati ad intervenire “per fornire assistenza in caso di manifestazioni organizzate dall’ente comunale”, il che secondo lui sarebbe “conforme alle prescrizioni stabilite dall’art. 9 delle norme transitorie del decreto ministeriale” varato dallo stesso Maroni per dare il là alle ronde padane.

Peccato che in realtà il decreto si limiti a prevedere compiti di “mera osservazione in specifiche aree del territorio comunale”. Una bella differenza rispetto all’intervenire, azione riservata esclusivamente alle forze dell’ordine. Insomma, ai leghisti il significato del decreto non sembra essere troppo chiaro. Che sia il caso di tradurlo in dialetto?

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