“I processi civili per i casi di pedofilia commessi da preti cattolici devono proseguire”. Lo ha deciso, due giorni fa, la Corte Suprema degli Stati Uniti, respingendo il ricorso presentato dalla Santa Sede. Il Vaticano infatti cercava di opporsi alle decisioni del tribunale di Portland, nell’Oregon, in cui si sta celebrando il processo John V. Doe contro Andrew Ronan. John Doe, che da ragazzo fu violentato dal parroco cattolico Andrew Ronan, è difeso da Jeff Anderson, l’avvocato americano che è diventato la bestia nera del Vaticano.

“Il Vaticano è processabile e la Corte Suprema ci ha dato ragione,”  afferma l’avvocato americano, da noi raggiunto al telefono nel suo studio di Saint Paul, Minnesota. “E’ una sentenza dalle ripercussioni enormi. E’ un grandissimo passo in avanti, una grande vittoria non solo per noi, ma per tutte le giovani vittime di abusi sessuali commesse da preti pedofili. Nonostante le tante belle parole recenti – continua l’avvocato – il Vaticano non ha cambiato il suo comportamento di una virgola. Continua a proteggere se stesso e la sua reputazione, copre i preti colpevoli col segreto. Adesso questa sentenza cambia tutto.”

Avvocato cosa cambia con questa decisione della Suprema Corte?
Finalmente la Santa Sede dovrà comparire di fronte ad un tribunale per rispondere delle sue responsabilità. Sarà fatta finalmente giustizia, sapremo la verità. Il Vaticano dovrà smettere di opporre il segreto per difendere i preti senza pensare a proteggere i bambini, vittime degli abusi. I colpevoli dovranno pagare.

Ora anche il Papa potrà essere considerato responsabile degli abusi?
Non è esattamente così. La Corte Suprema ha sentenziato che il processo può proseguire. Altri casi simili potranno essere istruiti. Perché il Papa sia considerato responsabile deve prima esserci una sentenza di un tribunale. Ma una cosa la faremo di sicuro. Noi richiederemo che il Papa deponga sotto giuramento. Grazie alla sua immunità, è certo che non verrà a deporre di sua volontà in una corte americana. Ma secondo le regole della giustizia americana, chiederemo che il Papa venga interrogato a Roma, che deponga sotto giuramento e che risponda alle domande che io gli porrò. La deposizione verrà videoregistrata e trascritta, e sarà deposta agli atti. E’ giusto così, Ratzinger, prima come prefetto del Sant’Uffizio e ora come Papa, è la persona che prendeva e prende le decisioni al massimo livello. Ora deve rispondere in prima persona: non l’ha mai fatto prima. Poi il tribunale di Portland deciderà se è colpevole.

Le sembra possibile che accada?
Certo, lo deve fare. Per legge. Chiederò che la il tribunale emetta un’ordinanza che gli imponga di deporre. E poi è giunto il momento che il Papa la smetta di tirarsi indietro. Deve fare un passo avanti e rispondere. E deve smettere di coprire la corruzione della Chiesa. Lo deve fare per quei bambini, per quelle vittime.

Sono parole molto pesanti avvocato, Davvero lei considera il Papa ed il Vaticano responsabili di quello che a volte accade nelle parrocchie?
Guardi, i preti sono lavoratori alle dipendenze del Vaticano e del Papa. Solo il Papa può decidere se spretare un sacerdote. La responsabilità è sua. Prenda questo caso. Padre Andrew Ronan, un prete irlandese, già quando era in Irlanda aveva abusato di molti bambini. I suoi superiori ed il Vaticano sapevano ma non fecero nulla: invece lo trasferirono a Chicago, negli Usa. Qui abusò di altri bambini, tutti sapevano, ancora una volta nessuno fece nulla. Lo trasferirono a Portland, nell’Oregon. E qui violentò il mio assistito, che all’epoca aveva quindici anni. Solo allora il Vaticano si decise a spretare Padre Ronan. Ma ora, grazie a questa coraggiosa vittima, siamo riusciti a portare questo prete in tribunale. Non è una mia vittoria, è una vittoria per le vittime di abusi, per la verità e la giustizia. Spero possa diventare una vittoria anche per la Chiesa Cattolica.”

di Andrea Casadio