Anche questo sabato abbiamo avuto problemi con i server. Siamo stati per qualche minuto off line e per tutto il pomeriggio non abbiamo nemmeno potuto pubblicare nuove notizie. Oggi però la questione non è legata al traffico, ma al mal funzionamento di una delle nuove macchine. I tecnici ci dicono che la sostituiranno questa notte e che per domani mattina dovremmo fare un nuovo passo avanti. Intorno a mercoledì poi verrà adottata una soluzione che ci viene preannunciata come definitiva.

Insomma per noi le news restano ancora un miraggio. Se succede qualcosa non possiamo pubblicare immediatamente. Sappiamo oltretutto che i veri problemi torneranno lunedì. Non solo perché tutti rientreranno al lavoro (noi qui non smettiamo da 20 giorni) e il traffico verso il sito avrà un’impennata. Ma soprattutto perché per quel giorno i giudici del processo Dell’Utri potrebbero uscire dalla camera di consiglio. Con la sentenza, qualunque sia l’esito, il 32 piedi del Fatto Quotidiano online si ritroverà di nuovo a Capo Horn. Reggerà? Speriamo. In questi giorni una cosa l’abbiamo però imparata: dobbiamo essere ottimisti.

All’inizio della prossima settimana contiamo anche di risolvere definitivamente i problemi degli abbonati e di chi si vuole abbonare. E vogliamo finalmente cominciare ad occuparci delle migliaia di notizie e segnalazioni inviate dai lettori. Una parte è già stata selezionata. Ma io non ho avuto il tempo materiale per vederle, soppesarle e affidare ai nostri cronisti le doverose verifiche. Qui per il momento si è lottato solo per rimanere a galla.

A questo punto però un’idea (ma solo un’idea) di quello che vogliamo e possiamo fare credo che la Rete ce l’abbia. Nonostante le difficoltà abbiamo messo a segno qualche buon colpo. E vi promettiamo di migliorare.

Per questo adesso il mio ringraziamento va alla redazione. Alla “mezza sporca dozzina” e agli stagisti che nella tempesta si sono mossi come dei navigati marinai. Adesso attendiamo solo l’onda anomala. Quella che si muoverà da Palermo. Può distruggerci o portarci lontano. Ma questo non vale solo per il 32 piedi del Fatto. In gioco paradossalmente non c’è solo un pezzo del nostro destino. Ma quello, molto più importante, del nostro Paese.