La manovra economico – finanziaria correttiva dei conti pubblici, oggi in discussione in Italia, sicuramente necessaria, se pur discutibile in alcuni contenuti così come proposti dal Governo Nazionale, dovrebbe essere accompagnata da un ripensamento culturale di chi fa politica e amministra la cosa pubblica, tale da restituire legalità, servizio ed impegno disinteressato.

Il nostro Paese è  purtroppo integrato in un sistema di corruzione, in particolare, nella Pubblica Amministrazione, che non potrà sicuramente essere contrastato solo con la modifica della legge sulle intercettazioni, il cui testo, così come approvato al Senato, impedirebbe l’accertamento di tale reato.

Mi domando, allora il perché di una così improvvida accelerazione del provvedimento citato, ancor prima del disegno di legge anti – corruzione, il cui esame dovrebbe portare proprio al rafforzamento del principio di legalità , nonché al perseguimento di maggiore efficienza, nella Pubblica Amministrazione e negli Enti Locali!

La politica continua così a delegare la Magistratura per combattere i reati, magari etichettandola anche come “politicizzata”, piuttosto che puntare sulla questione morale e sulla cultura etica, contro le degenerazioni cronicizzate della corruzione politica e dei silenzi conniventi.

Non sarebbe forse peregrino inserire nella manovra anti – crisi, che sicuramente richiederà ulteriori sacrifici agli Italiani, prevedere alcune “nuove” entrate con l’avocazione allo Stato dei profitti illeciti e del frutto di incrementi patrimoniali ingiustificati di politici di ogni livello e manager pubblici.

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