Quello che è accaduto ieri a Rovigo sarà ricordato come il punto più basso della parabola di Luciano Violante. L’8 gennaio scorso Peter Gomez aveva scritto su Il Fatto un articolo profetico dal titolo: Violante dà i consigli ad Alfano: manda gli ispettori dai pm di Rovigo. E ieri gli ispettori del ministro Alfano sono arrivati davvero. Due magistrati in funzione al ministero si sono materializzati e hanno cominciato a scartabellare gli atti compiuti dai pm veneti che indagano sulla conversione della centrale Enel di Porto Tolle dal gas al carbone. Dall’Ispettorato diretto da Arcibaldo Miller confermano: “Abbiamo avviato un’inchiesta amministrativa per verificare se le accuse dell’onorevole Violante ai pm sono veritiere”. Da non crederci. L’uomo soprannominato piccolo Vishinski venti anni fa da Francesco Cossiga, l’ex pm descritto dalla spia Pio Pompa nel 2001 come il capo della piovra delle toghe rosse, oggi – pur di far dimenticare il suo passato – è arrivato a denunciare i suoi ex colleghi al ministro Alfano, che ovviamente li indaga. In ballo ci sono interessi miliardari. L’inchiesta che Violante vorrebbe bloccare con l’aiuto di Alfano parte dagli accertamenti sull’inquinamento prodotto dall’impianto Enel. La centrale è stata già oggetto di un processo. In primo grado i pm hanno ottenuto la condanna dei vertici della società. In appello gli ex amministratori sono stati assolti. In questa classica battaglia tra la grande società e i cittadini, Violante sta con l’Enel. Per lui la nuova centrale a carbone è meno inquinante di quella vecchia a gas. Anche se Violante presiede l’associazione “Italia decide”, nella quale l’Enel figura come socio fondatore, non ha avuto nessun imbarazzo il 5 gennaio scorso, a Cortinaincontra, il salotto di Enrico e Iole Cisnetto, tra una mostra di Marina Ripa di Meana e un dibattito di Marta Marzotto, a sparare sulla Procura di Rovigo: “Il ministro della Giustizia dovrebbe fare delle ispezioni e capire se un’autorità giudiziaria può compiere un atto di questo genere, sequestrando un atto che non c’è, intimidendo sostanzialmente quelli che dovevano prendere la decisione”. La colpa dei pm? Quando i consulenti avevano segnalato “l’esposizione da parte di Enel di dati ritenuti non reali” la Procura ha chiesto al ministero “l’invio di tutti gli atti”. Tanto è bastato per dare al piccolo Vishinsky una scossa. Elettrica.

da Il Fatto Quotidiano del 22 gennaio 2010