Flavia Perina, direttrice de Il Secolo: è indicativo il silenzio di Berlusconi. Tra noi c’è malcontento

Flavia ?Perina ha le copie del Secolo d’Italia sulla scrivania. In prima pagina c’è una foto di Vittorio Feltri pensieroso. Ormai l’album è pieno, uniche tracce visive di un fuoco incrociato scatenato da il Giornale.

Direttore, ancora Feltri?

E che dobbiamo fare? Abbiamo il dovere di rispondere.

Annoiati della polemica infinita?

Direi infastiditi, o peggio. Sono mesi…

Per il Giornale la Polverini sarebbe Epifani in gonnella, il presidente Fini l’altro Di Pietro.

Le critiche sulla candidatura della Polverini erano soltanto un mezzo per rimettere Fini nell’obiettivo. Un titolo enorme per paragonarlo a Di Pietro è inaccettabile. Ma Feltri è libero di fare i titoli che vuole.

E allora?

Noi replichiamo. Diciamo ai nostri elettori: “Fermiamo gli sfascisti”. Noi prendiamo posizione, come è ovvio. E gli altri?

L’altra metà del Pdl?

I dirigenti nazionali, gli ex di Forza Italia, i deputati e i senatori: perché tollerano le operazioni di Feltri? Non abbiamo letto o sentito una parola di solidarietà sino ad ora.

Silenzio assenso.

Grave, e mica sul piano personale: l’immobilismo in questa partita ha un valore politico. Così, all’inizio di una campagna elettorale, di fronti inesplorati e di esami per il giovane Pdl. Avevamo intravisto delle aperture, i famosi dialoghi.

A chi giova?

Il Giornale non è Libero, è il quotidiano della famiglia Berlusconi.

E Berlusconi stavolta gira la testa.

Forse dirà qualcosa tra un po’, chissà, il ritardo sarebbe ugualmente rilevante. Potrebbe sembrare che sostenga gli assalti di Feltri a Fini. Altre volte Berlusconi s’è dissociato…

Stesso schema: uno contro tutti, il Giornale contro Fini. E la fondazione FareFuturo in mezzo.

Infatti, non ci appassiona più. Qualsiasi cosa riguardi Fini è criticato da Feltri. Siamo stanchi delle basse manovre.

E nervosi?

Tra gli ex di An c’è tensione. Chi può negarlo? Qualche perdita dell’orientamento.

Andrete a sbattere, a rompere il Pdl?

Faccio politica, sono un deputato, ma sono una giornalista e cerco di osservare i fatti. Servono dei segnali chiari, fermi, anche simbolici. Urgenti.

Altrimenti costituirete un gruppo autonomo in Parlamento?

Non lo so. Non posso esprimermi con esattezza perché gli umori e le sensazioni sono in divenire.

Fuggite dallo scontro?

Noi crediamo nel Pdl, ma dobbiamo crederci insieme. Nel Lazio c’è unità d’intenti, sulla Polverini ci sono convergenze comuni.

Protetti dalle baruffe in politichese nazional popolare.

Possiamo riassumere. Se Feltri scrive per il Giornale può fare qualsiasi scelta, replicheremo nel merito come abbiamo fatto. Se Feltri scrive per dar voce – contro Fini – a un’area politica, dovremo adeguarci di conseguenza.

Sarebbe?

Vedremo. Dipende da loro. Noi siamo una reazione all’azione. Tutto qui.

Per fortuna c’è Renata Polverini.

Una bella proposta. Non mi sembra abbia vecchie tessere di An nel cassetto…

La Polverini ha inaugurato il laboratorio elettorale.

Non giochetti di politica sulla carta stampata. Quel che può far male al Pdl.

Da Il Fatto Quotidiano del 6 gennaio