Neanche il tempo di completare le promesse di là da venire che Stellantis, nella realtà, prosegue con la solita solfa. Il gruppo italo-francese ha annunciato nuova cassa integrazione nello stabilimento di Atessa: interesserà fino a 570 operai e 30 impiegati, dal 24 giugno al 7 luglio. Ma nel frattempo, accusa la Fiom-Cgil, in Polonia si prepara un’implementazione dei turni in uno stabilimento che produce veicoli commerciali, come quello chietino.

Gli ordinativi del Ducato, prodotto nello sito abruzzese, sono in ulteriore flessione e per questo motivo, ha spiegato la direzione aziendale ai sindacati, sarà necessario procedere con la nuova infornata di cig parziale. Due settimane di cassa, a partire dal 10 giugno e per un massimo di 400 lavoratori (380 operai più 20 impiegati), erano già state decise nelle scorse settimane.

Solo lo scorso gennaio, in occasione della visita di Carlos Tavares, l’azienda aveva sottolineato come Atessa, il più grande impianto europeo di veicoli commerciali leggeri, svolga un “ruolo centrale” nel piano strategico di Stellantis per il 2030 e quanto sia “cruciale” per il successo della strategia mondiale dell’azienda che punta a raddoppiare i ricavi delle vendite di furgoni e vetture simili. Ora, invece, la produzione di furgone scenderà a 870 al giorno, circa il 25% in meno rispetto ai 1.260 dello scorso anno.

La Fiom, ha chiesto di “verificare se lo stesso calo di mercato interessa anche la produzione dello Scudo, realizzato in Francia sempre a marchio Fiat, che per capacità di carico è simile al nostro Ducato”, ha scritto il segretario di Chieti Alfredo Fegatelli. “Sarebbe inoltre importante comprendere cosa stia accadendo in Messico, dove si registra un forte aumento dei volumi con significativi investimenti da parte di alcune aziende del nostro indotto, e in Polonia, dove la produzione è quasi esclusivamente di furgoni a passo lungo”, sottolinea ancora.

Fegatelli si dice preoccupato perché “sebbene possa esserci un calo di mercato speriamo temporaneo, riteniamo che vi sia anche una strategia commerciale e industriale che sta penalizzando lo stabilimento di Atessa”. In particolare, spiega il segretario cittadino della Fiom, i dubbi riguardano “la concorrenza interna tra gli stabilimenti Stellantis” e, rimarca, “in Polonia, a differenza di Atessa, che attuerà la cassa integrazione, sta preparando l’implementazione delle turnazioni”.

La decisione su Atessa arriva a neanche 24 ore dalle dichiarazioni del ministro delle Imprese Adolfo Urso che aveva festeggiato i tre annunci della casa automobilistica fatti tra lunedì e martedì, destinati a dare un minimo di respiro – a partire dal 2026 – alla produzione in Italia. A patto, come ha fatto intendere Tavares ai sindacati durante l’incontro avuto a Torino negli scorsi giorni, che il governo renda stabili gli ecoincentivi, tagli il costo dell’energia del 20% e metta a terra un piano per l’installare capillarmente le colonnine di ricarica.

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