Ho assistito con interesse alla Milano Civil Week che aveva come filo conduttore gli articoli della Costituzione italiana. Il venerdì ero presente al colloquio fra assessori comunali al welfare di Milano, Genova e Roma e alle parole del prof. Sabino Cassese, giurista alla Normale di Pisa, e di Don Virginio Colmegna, Presidente onorario della Casa della Carità, che mi hanno illuminato sull’importanza per la salute dei cittadini dell’articolo 118.

Tutti noi siamo abituati a conoscere come riferimento della “protezione” della salute come bene comune l’articolo 32 che recita nelle sue prime parole “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”. Dal prof Cassese ho imparato che l’articolo 118 è altrettanto importante per la gestione equa di ogni cittadino allo “star bene” secondo il principio di sussidiarietà partendo non dall’alto della posizioni statali ma dal basso, dai cittadini. Il principio di sussidiarietà si deve intendere proprio in questo porsi orizzontalmente rispetto agli altri, intesi come soggetti o istituzioni.

Quindi è auspicabile che le amministrazioni favoriscano le iniziative dei cittadini, anche se in una prima fase dovessero non sostenerle perché impreparate tecnicamente e culturalmente di fronte alla sussidiarietà orizzontale. Comunque i cittadini sono liberi di procedere con le proprie iniziative e le amministrazioni non possano impedirle. In pratica le azioni dei cittadini diventano produttrici di diritto, sono fonti viventi di Diritto costituzionale e amministrativo. E qui si inserisce a pieno titolo l’esperienza “sul campo” di Don Colmegna che a piena voce dice: “Fate presto ad avvicinare il Comune alla salute dei cittadini rispettando la progressione dal basso dell’articolo 118”.

In questa ottica dico da tempo che proprio il Comune, che fa comunità, e il Sindaco, come garante costituzionale della salute pubblica, dovrebbero rappresentare la base da cui partire per ogni novità che riguarda la salute fisica del cittadino fino a partecipare a quella economica, di pertinenza per l’accordo stato-regioni alle Regioni.

Per questo motivo aveva ragione Valerio Onida nell’incitare il neo Sindaco Giuliano Pisapia a non perdere la risorsa di un rompiscatole, il sottoscritto, che avrebbe potuto difendere orizzontalmente ogni cittadino. Quanti ne avremmo salvati durante il periodo del Covid con idee semplici per equiparare da ogni punto di vista pubblico e privato accreditato? Quanto ne avremmo salvati portando la medicina del territorio ad essere pubblica, non privata accreditata? Quanti ne avremmo salvati di quelli arrivati al Pronto Soccorso inerti, soli e senza possibilità di storia clinica se avessimo avuto History Health attivabile semplicemente con la sola impronta digitale?

Nella stessa giornata si è parlato di un diritto che a mio avviso, detto anche dalla organizzatrice della manifestazione Elisabetta Soglio direttrice di Buone Notizie del Corriere della Sera, dovrebbe essere introdotto a pieno titolo nella Costituzione: il diritto alla bellezza. Si è sviluppato come interpretazione femminile della bellezza intesa come soppressione momentanea dell’estetica femminile per un danno causato da una patologia come il tumore al seno. Una delle ospiti-testimoni è stata Benedicta Boccoli, l’artistissima, che ha rievocato un ricordo infantile di una signora operata per mastectomia che in spiaggia si copriva con dei fiori colorati. Questo suo ricordo è stato raccolto in un cortometraggio di cui lei è la regista: “Come un fiore”.

Ci dice la Boccoli: “La prima volta è stato difficilissimo affrontare psicologicamente la malattia, capire a chi rivolgersi. Occorre equilibrio e la fortuna di avere amore intorno. Ma non deve mancare nemmeno chi distrae e alleggerisce la situazione come è capitato a me con il mio compagno, che mi ha fatto spesso ridere a cominciare da quando ero sul lettino in attesa di entrare in sala operatoria. Insomma il percorso non è semplice. Nemmeno il post operatorio, che ha risposte soggettivamente diverse a seconda dell’età. Spesso si hanno disagi con il proprio corpo e nel rapporto con gli uomini. Per me è stato un cambiamento forte, anche se fortunatamente limitato. Facendo l’attrice e la ballerina ho un senso delle proporzioni e della forza fisica a cui do un grande valore perché sono cresciuta così. Alla mattina davanti allo specchio trovo dei cambiamenti forti anche se, nello stesso tempo, limitati”.

​Una giornata interessante che mi ha insegnato la necessità di studiare bene la nostra Costituzione per poter individuare nuove strade percorribili per il bene comune.

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