“Si tratta del 30esimo tragico incidente che coinvolge i tentativi di attraversare il fiume. Vi ricordiamo ancora una volta: non mettete in pericolo la vostra vita”. Così scrive l’agenzia di frontiera ucraina a proposito dei tentativi di attraversare il fiume Tibisco – che separa l’Ucraina dall’Ungheria e dalla Romania – dopo l’ennesima morte di un giovane che cercava di scappare per sfuggire alla leva. Venerdì 17 maggio è infatti entrata in vigore in Ucraina la legge di riforma della leva che abbassa da 27 a 25 anni l’età per la coscrizione obbligatoria: proprio per questo motivo, molti hanno cercato di fuggire dal Paese per evitare l’arruolamento obbligatorio e la successiva partenza per il fronte.

Undicimila in fuga – Come resto noto dalle autorità romene, il corpo di un uomo recuperato proprio al confine con la Romania si aggiunge agli altri 29 dispersi nel tentativo di attraversare il confine ucraino. Quest’ultimo era rimasto nelle acque del fiume per qualche tempo e non aveva con sé alcun tipo di documento. Gli agenti di frontiera stano intercettando quotidianamente uomini che tentano di lasciare il Paese attraverso il fiume, appunto, oppure utilizzando documenti falsi per superare i valichi ufficiali. Sono presenti anche attraversamenti “non” ufficiali che hanno a che vedere con i confini con la Slovacchia.

Le autorità romene hanno riferito che circa 11mila ucraini hanno attraversato il confine in modo irregolare e hanno confermato 19 morti sul confine romeno, la maggior parte dei quali annegati nel fiume Tibisco e gli altri congelati nella zona montuosa.

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