Difende Giovanni Toti, attacca i suoi alleati che hanno scaricato il governatore finito ai domiciliari per corruzione, ma criticha pure la magistratura, definita “politicizzata“, un “potere che non ha più controlli”. È un intervento durissimo quello del ministro della Difesa, Guido Crosetto. In un’intervista al quotidiano La Stampa, l’esponente di Fdi si schiera col presidente della Liguria. “Mi fanno ribrezzo le persone che speculano su vicende di questo tipo, ma so di essere in netta minoranza, anche all’interno del centrodestra. Oggi ho visto le dichiarazioni di un ministro di Forza Italia che, di fatto, scarica Toti, dimenticando la storia del fondatore del suo partito e la persecuzione che subì. Queste cose non riesco a capirle e non le sopporto più”, dice Crosetto, che non fa il nome dell’esponente del partito di Silvio Berlusconi, indicato però come presunto perseguitato da parte della magistratura.

“Clima pesante” – “In Italia c’è un clima pesante, preoccupante, che incide in modo intollerabile anche sulla vita personale”, continua Crosetto. Che poi aggiunge: “Provo sempre più disprezzo nei confronti di persone che dicono di voler servire lo Stato e invece spesso servono solo i loro microinteressi personali. In nessun altro Paese ‘è un livello così basso nel rispetto dei ruoli istituzionali e di interessi nazionali, non politici o di parte”, sono le parole del ministro della Difesa. Vuole forse lasciare la politica?” Ho preso un impegno e resterò al mio posto a fare il mio dovere. Quando finirà il mio compito di ministro, credo che tornerò dove avevo deciso di stare da anni: nella sfera privata”, continua Crosetto. L’esponente di Fdi poi parla del ruolo della magistratura: “Le inchieste sono una parte minima del clima di cui parlo. Il mio viene visto forzatamente come un attacco alla magistratura, ma è solo il tentativo di costruire regole comuni e condivise. Capisco che faccia comodo considerarlo un attacco per continuare a non affrontare i temi in modo serio”.

“Pm può distruggere qualcuno se è arrabbiato” – Anche se nega di voler attaccare le toghe, però, riferendosi al caso di Toti il ministro aggiunge: “Vorrei chiarezza: se vedo che l’indagato non ha ottenuto nessun vantaggio personale e che i suoi atti amministrativi erano legittimi, non capisco come si possa arrivare ad arrestarlo. Quando l’interesse contestato poggia tutto su una diversità di cultura politica, vuol dire che se il governatore ha le stesse idee del pm, allora ha perseguito un atto giusto e legittimo, se invece sono diverse è reato. Ma questa è politica, non giurisprudenza, e soprattutto non ha nulla a che fare con la legge”. Alla domanda se vede una magistratura politicizzata, l’esponente del governo di Giorgia Meloni risponde: “Ci sono correnti e quindi è politicizzata. Lo constato. L’equilibrio però non è messo in pericolo dalle correnti della magistratura, ma da un potere che non ha più controlli, in cui anche un singolo pm, se arrabbiato con qualcuno, può distruggerlo. Su questo vorrei delle garanzie”. Il titolare della Difesa nega poi di voler imporre un controllo politico sulla magistratura: “Lo suggerisca l’Anm che tipo di controllo serve perché la giustizia sia terza. Rispondano in modo non corporativo e non mi usino come nemico pubblico numero uno”. Già nel novembre scorso il ministro aveva rilasciato un’intervista che aveva provocato roventi polemiche nei ranghi della magistratura: “L’unico pericolo” per la tenuta del governo Meloni “è l’opposizione giudiziaria”, aveva detto al Corriere della Sera, parlando di presunte riunioni di toghe per tramare contro la maggioranza.

Pd: “Crosetto incompatibile col suo ruolo”- L’intervista di Crosetto, provoca la reazione del Pd, con la responsabile Giustizia Debora Serracchiani: “L’incontinenza verbale del ministro della Difesa non ha più limiti e appare sempre più incompatibile con il delicato ruolo che ricopre – dice la deputata dem – Le sue dichiarazioni hanno il suono dell’attacco a un potere dello Stato. Imbarazzante e inquietante un ministro che entra nel merito di una indagine in corso, decidendo cosa sia lecito e cosa no. Alla magistratura, il governo dovrebbe dimostrare leale collaborazione istituzionale. Per la Presidente del consiglio va tutto bene?”. Il ministro, però, non ritira nessuna delle sue dichiarazioni e anzi sui social rilancia. “Oggi – scrive – ho ricevuto moltissimi messaggi, privati, a commento di una mia intervista su La Stampa. Avevano un termine in comune: coraggio. La cosa non mi ha fatto alcun piacere, anzi mi ha preoccupato: se una banale manifestazione di libero pensiero viene considerata coraggio da tutti, allora significa che non siamo una democrazia compiuta”. Poi Crosetto aggiunge: “Quasi tutti i messaggi finivano con un invito a pensare a me, a fare attenzione. Due citavano anche i miei cari o familiari: guarda cosa hanno fatto alla famiglia di Renzi, mi ha scritto un ex magistrato. Io invece non mi sento coraggioso perché mi rifiuto di credere che ci siano gruppi di persone della magistratura che potrebbero raggiungere un livello così basso e, considerandomi un nemico da combattere solo perché esprimo idee ed invito a riflettere, provassero ad inventare qualcosa per farmi male. Dico inventare perché purtroppo per loro sono fuori da anni dal potere e dalla politica, non mi sono presentato ad elezioni e quindi non ho nemmeno avuto bisogno di contributi regolari, perché ho guadagnato molto, da privato, sempre alla luce del sole e perché, per fortuna i Ministri hanno potere di indirizzo e controllo e non amministrano direttamente. Se ci fosse pertanto questo tentativo, il problema non sarebbe mio ma dell’Italia e della democrazia”. Nell’intervista a La Stampa l’esponente di Fdi non si limita a criticare la magistratura e ad attaccare esponenti di Forza Italia che avrebbero mollato Toti. Crosetto attacca anche il partito di Matteo Salvini. “La Lega – dice – tende a fare la splendida, sotto campagna elettorale, polemizzando su quasi tutto, tanto c’è Meloni che tira la carretta ogni giorno e porta a casa i risultati. Facile condividere tutto e poi far finta di non aver condiviso nulla. Ho visto però con piacere che sulla mia battaglia garantista è arrivato oggi anche Salvini”.

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