Fratelli d’Italia “congelato” intorno al 27 per cento. Il Pd che torna a vedere il 21, valore intravisto solo nella settimana post-Sardegna. Stati Uniti d’Europa e Verdi-Sinistra favoriti su Azione e Libertà nella conquista della soglia di sbarramento. A un mese dalle elezioni europee il Barometro Politico di Demopolis fa il punto sul consenso dei partiti. Il primo partito resta Fdi col 27,2: lo scorso mese, sempre secondo Demopolis, era al 27, mentre il calo è netto rispetto a fine febbraio quando il partito della presidente del Consiglio era ancora al 28. A inseguire è il Pd, distante 6 punti e mezzo: è al 20,7 per cento (contro il 20 netto di un mese fa e il 20,8 di fine febbraio). La terza forza è ancora il M5s che l’istituto diretto da Pietro Vento valuta al 15 per cento, in calo sia rispetto ad aprile che rispetto a fine febbraio (quando aveva rispettivamente il 15,8 e il 17). Il Movimento, scrive Demopolis nel suo breve report, è “alle prese con la complessa sfida di mantenere il proprio consenso senza la presenza in lista di Conte e dei suoi esponenti più noti”.

Sotto la soglia del 10 per cento è sempre più testa a testa tra Forza Italia e Lega, divisi di un decimale (che col margine d’errore comune a tutti i sondaggi è praticamente niente): i berlusconiani sembrano in fase lievemente calante rispetto alle ultime settimane, i leghisti in leggera ripresa.

E poi c’è la corsa per raggiungere il 4 per cento, la cifra minima per ottenere rappresentanti all’Europarlamento. Stati Uniti d’Europa – che unisce Italia Viva, +Europa, Psi e altre sigle minori – otterrebbe il 4,6 per cento (stabile rispetto ad aprile), mentre Alleanza Verdi Sinistra il 4,3% (in trend positivo rispetto ai mesi scorsi: +0,5 in un mese). Sarebbero subito sotto il 4 invece Azione (3,7, percentuale da cui non si schioda da mesi) e Libertà (la “lista delle 19 liste” guidata da Sud chiama Nord di Cateno De Luca è al 2,8). Più indietro Pace Terra Dignità di Michele Santoro il 2,2 per cento.

Cosa influenza di più la scelta degli elettori? Secondo Demopolis la preferenza è dovuta in gran parte al partito, risposta selezionata dalla maggioranza assoluta degli intervistati. Una parte significativa si interessa anche ai candidati in lista (28 per cento), mentre una parte minore guarda al programma (19).

Ha un impatto sul consenso la presenza dei leader in lista, su cui si è acceso un dibattito in particolare nel Partito democratico. Fratelli d’Italia, per esempio, secondo Demopolis guadagna due punti percentuali grazie alla candidatura di Giorgia Meloni, mentre un minore impatto è registrato per effetto delle candidature di Elly Schlein e Antonio Tajani che fanno guadagnare circa mezzo punto a Pd e Forza Italia.

Diverso è anche il giudizio che danno i diversi elettorati della candidatura dei leader. Nel campione totale gli intervistati in maggioranza giudicano negativamente la scelta dei capipartito di candidarsi dando per certo che non andranno a sedersi al Parlamento europeo. Ma da una parte la base di Fratelli d’Italia è ben contenta di votare Meloni per poi vedere eletto qualcun altro: lo pensano quasi 3 elettori di Fdi su 4. Le proporzioni si rovesciano nell’elettorato del Pd: solo uno su 5 è favorevole alla scelta di Schlein di essere capolista senza accettare la candidatura.

E poi c’è Roberto Vannacci. Demopolis ha chiesto agli elettori se condividono la scelta di candidarlo: nell’elettorato della Lega – che mette il generale in lista – condivide la decisione il 68% (il che significa che il 32% no), dentro Fdi a sostenere la candidatura di Vannacci è il 40%, mentre la percentuale si riduce a un terzo. Di segno totalmente opposto il giudizio delle altre forze politiche: è opportuno candidare Vannacci il 5 per cento degli elettori del M5s e il 2% di chi vota il Pd.

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Nota informativa – L’indagine è stata effettuata dall’Istituto Demopolis su un campione nazionale di 2.000 intervistati, statisticamente rappresentativo dell’universo della popolazione italiana maggiorenne. Supervisione della rilevazione demoscopica del 6-7 maggio 2024 di Marco E. Tabacchi. Coordinamento del Barometro Politico Demopolis a cura di Pietro Vento, con la collaborazione di Giusy Montalbano e Maria Sabrina Titone. Approfondimenti e metodologia su: www.demopolis.it

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