Michele Emiliano ha provato a chiedere uno slittamento della sua audizione in commissione Antimafia per “evitare che si sovrapponga alla discussione sulla sfiducia in consiglio regionale”. Il presidente della Puglia ha scritto una lettera la settimana scorsa che, però, è uscita in queste ore sulle agenzie di stampa provocando l’immediata reazione di alcuni membri dell’organismo: “Non può esimersi dal venire in audizione”, hanno detto. “A breve sarà stabilità una data”. Detto, fatto. In meno di un’ora e mentre il presidente si è affrettato a diffondere il contenuto integrale della lettera, è stata comunicata la convocazione per il 2 maggio. A quel punto Emiliano ha dovuto di nuovo scrivere alla commissione guidata da Chiara Colosimo per spiegare di non riuscire proprio a esserci prima del 10 maggio. L’audizione è stata richiesta una settimana fa dall’ufficio di presidenza della stessa commissione e la convocazione riguarda le vicende e le inchieste sui rischi di infiltrazioni mafiose nel territorio pugliese e in particolare a Bari. Insieme a lui, deve essere sentito anche il procuratore capo di Bari Roberto Rossi.

La prima lettera di Emiliano all’Antimafia – Di fronte alle polemiche, Emiliano ha deciso di diffondere la lettera che ha mandato alla commissione: “Leggo di una mia presunta indisponibilità all’audizione presso la commissiona parlamentare antimafia”, ha precisato in una nota. “La circostanza è falsa e rappresentata malevolmente”. Nella lettera, inviata alla presidente della commissione Antimafia, Emiliano ha detto che chiedeva “di tenere distinta la mia audizione con il dibattito in Consiglio regionale sulla sfiducia per evitare la strumentalizzazione dell’atto istruttorio parlamentare con l’attività del consiglio regionale, per evitare manovre mediatiche che vedo puntualmente si stanno verificando”. Il presidente ha quindi riportato il testo integrale della lettera, inviata il 24 aprile scorso e si è detto costretto a renderlo noto a tutti “a causa della strumentalizzazione che già sembra essere partita”. “La Commissione Antimafia è un soggetto terzo”, scrive Emiliano, “che ha gli stessi poteri e una funzione di indagine paragonabile a quella della magistratura. Non solo deve essere terza, ma deve apparire tale. Nella missiva inviata alla presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere, che lo aveva convocato per le date alternative del 7, 8 o 9 maggio, Emiliano spiegava che “il 7 maggio purtroppo è prevista la seduta del Consiglio Regionale nella quale si comincerà a trattare la mozione di sfiducia presentata dalla opposizione nei miei confronti. Tale circostanza – precisava – rischia di creare una involontaria connessione, ribadisco pur senza volontà di alcuno, tra la mia audizione e il dibattito consiliare sulla fiducia. Credo che sia dovere di tutti evitare una commistione tra le necessità istruttorie della Commissione e la dinamica consiliare immediatamente precedente e successiva al voto di fiducia. Anche al fine di evitare strumentalizzazioni politiche, sempre possibili da parte della maggioranza o della opposizione, di una così importante audizione”, ha detto ancora Emiliano.

La lettera continua poi: “Sento quindi la necessità istituzionale di preparare e di gestire successivamente l’esito della mozione di sfiducia tenendola ben distinta dalla mia audizione in Commissione Antimafia. Gioverebbe quindi alla serenità di tutti il fatto che io possa affrontare la audizione presso la Commissione Antimafia in tempi e modi significativamente distinti dalla mozione di sfiducia. Salvo che non esistano esigenze oggettive di estrema urgenza che alla luce delle mie conoscenze non sembrano sussistere. Ne consegue la mia richiesta di potere rinviare la mia audizione ad un tempo e ad un contesto che escluda il rischio sopra paventato. Eviteremmo così strumentalizzazioni precedenti e successive alla seduta del Consiglio Regionale. La serenità della importantissima seduta di Consiglio Regionale va quindi assicurata anche con la collaborazione della Commissione Antimafia il cui scopo, questo lo so bene, non è certo quello di amplificare la polemica politica connessa alla discussione della mozione di sfiducia. Come per ogni soggetto terzo, la Commissione non solo deve essere terza (e nessuno dubita di ciò), ma deve anche apparire tale. Confido nell’accoglimento della mia richiesta – concludeva – dettata solo dalla mia responsabilità in ordine al migliore funzionamento delle istituzioni della Regione Puglia”.

Le reazioni – La prima a commentare è stata la renziana Raffaelle Paita: “Un evidente gesto di debolezza”, ha detto la senatrice Iv che fa parte dell’organismo. “Se lui adombra eventuali gesti di strumentalizzazione politica si sbaglia. Noi conosciamo bene i limiti e i poteri dell’Antimafia e confermo da parte mia la richiesta di audizione del presidente della Puglia, affinché venga fatta chiarezza su alcune vicende”. Per Pietro Pittalis, capogruppo Fi in Antimafia, “di inopportuno in questa vicenda c’è invece solo il comportamento del presidente della Regione, che dribbla la convocazione in Antimafia adducendo motivazioni francamente strumentali e poco credibili”. Una condanna arrivata naturalmente anche dal capogruppo di Fdi in Antimafia Riccardo De Corato: “Trovo indegna la scelta del presidente Emiliano”, ha detto. “Un maldestro tentativo di mettere le mani avanti, senza alcuna convocazione formale da parte della Commissione. Emiliano ha ricevuto un elenco di date, di cui tre richieste dallo stesso Partito democratico, ovvero il 7, l’8 e il 9 maggio, per poter essere audito”.

La seconda lettera di Emiliano – L’Antimafia, però, ha convocato il governatore pugliese per il 2 maggio alle ore 10 e 30. Emiliano, dunque, è tornato a scrivere a Palazzo San Macuto per chiedere un rinvio: “Illustre Presidente, con riferimento alla mia convocazione in Commissione Antimafia per la data del 2 maggio prossimo venturo ore 10.30 Le comunico la mia indisponibilità per tutte le ragioni già rappresentate nella mia lettera del 24 aprile ultimo scorso cui si aggiungono, come causa di legittimo impedimento alle ore 10.00 la convocazione della Conferenza delle Regioni e alle successive ore 12.30 dalla Conferenza Unificata convocata dal Ministro Calderoli. In ogni caso, essendo mio intendimento essere audito in Commissione, comunico che sono disponibile in ogni momento dal 10 al 30 maggio, a patto che si sia concluso con il voto il dibattito nel Consiglio Regionale della Puglia sulla fiducia richiesto dal centrodestra”.

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