La comunità musulmana di Milano, forte di circa 100.000 fedeli, attende con trepidazione la realizzazione della nuova moschea in via Esterle. Il progetto, che sostituirà gli ex bagni pubblici con un luogo di culto moderno e funzionale, rappresenta un passo avanti significativo nel percorso di integrazione e di dialogo interreligioso della città.

L’iter progettuale è stato lungo e complesso. Dopo la consegna delle chiavi da parte del Comune nell’agosto 2022, la scelta di demolire e ricostruire l’edificio è stata presa a seguito di un’attenta valutazione tecnica. La ristrutturazione si è rivelata infatti non conveniente né idonea a soddisfare le esigenze della comunità, in primis l’orientamento verso la Mecca. La nuova moschea, che sorgerà su un’area di circa 500 metri quadrati, avrà una capienza di circa 800 persone. L’assenza del minareto, scelta per evitare polemiche e favorire un’integrazione armoniosa nel quartiere, non ne sminuisce l’importanza come luogo di culto e di incontro per la comunità.

L’esigenza di spazi adeguati per la preghiera è impellente: la Casa della Cultura musulmana di via Padova, luogo di riferimento per la comunità, non è più sufficiente ad accogliere tutti i fedeli, come evidenziato dai dieci turni di preghiera necessari durante l’ultimo Ramadan. La nuova moschea di via Esterle rappresenta quindi una risposta concreta a questa necessità, offrendo un luogo di culto dignitoso e sicuro. Il progetto, dal costo stimato di oltre tre milioni di euro, è finanziato interamente dalla comunità musulmana. La collaborazione con il Comune di Milano, in particolare con la vicesindaco Anna Scavuzzo, è stata fondamentale per il raggiungimento di un’intesa sulla demolizione e ricostruzione.

Solo un nodo resta da sciogliere: la questione dei parcheggi. La legge regionale impone la realizzazione di 1000 metri quadrati di parcheggi per un luogo di culto di 500 metri quadrati. La comunità musulmana è consapevole della problematica e sta attivamente cercando soluzioni, in collaborazione con le autorità competenti, per rispettare le normative e minimizzare l’impatto sulla viabilità del quartiere.

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