“Noi stiamo soffrendo, lasciateci in pace. Cosa volete che diciamo?”, ha affermato ai giornalisti l’uomo accusato, insieme alla moglie, di aver conservato in un freezer della loro abitazione un feto di venti settimane. Mentre la Procura di Roma è in attesa di una prima informativa in relazione al ritrovamento, sulla vicenda indaga la Polizia, allertata da una segnalazione del Policlinico Casilino, dove la donna si era presentata a causa di una forte emorragia, che poteva essere causata solo da un aborto o da un parto prematuro.

Giunti nella casa, i poliziotti hanno trovato il feto di 4 mesi nel congelatore: “Lo abbiamo tenuto con noi perché non volevamo che venisse smaltito come un rifiuto in ospedale”, ha spiegato la coppia. Ma il regolamento di polizia mortuaria prevede che sia prima, sia dopo la ventesima settimana i genitori possano richiedere di seppellire il feto. I due, entrambi infermieri, sono stati denunciati dalla polizia per occultamento di cadavere.

Il marito, davanti alla loro casa, racconta Repubblica, chiede consiglio all’avvocato che gli suggerisce di mandare via i giornalisti: “Andate via, lasciateci da soli. Siamo noi adesso che passiamo i guai. C’è la magistratura che se ne sta occupando. Noi stiamo vivendo un lutto”. La donna, invece, si è giustificata dicendo di aver perso il bambino dentro casa dopo essersi sentita male e di aver avuto un aborto spontaneo: “Volevo che nostro figlio restasse per sempre con noi. Non l’ho ucciso – ha detto la donna agli agenti -. Mi sono semplicemente sentita male e ho avuto un aborto spontaneo in casa. Pochi giorni prima con mio marito ero stata in ospedale perché avevo dei dolori atroci ma i medici mi hanno rimandata a casa senza ricoverarmi”.

La procura di Roma ha disposto l’autopsia sul feto per stabilire le cause della morte. Al momento si propende per l’ipotesi di una tragedia avvenuta in casa.

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