La protesta dei trattori davanti ai palazzi delle istituzioni europee, con tanto di roghi, petardi e letame lasciato nei pressi delle sedi della Commissione europea e del Consiglio Ue. La terza protesta degli agricoltori dall’inizio dell’anno (ed anche l’intervento della polizia belga con gli idranti) va in scena nelle ore in cui si decide del futuro della Politica agricola comune, sempre più lontana da ciò che resta del Green Deal. A Bruxelles, si sono riuniti i ministri europei dell’Agricoltura per il Consiglio Agrifish, mentre il Comitato speciale Agricoltura, organismo in seno al Consiglio Ue, ha approvato la revisione di alcune misure della Pac, proposta dalla Commissione europea proprio in risposta alle preoccupazioni espresse dagli agricoltori. Una risposta celere, perché alle elezioni europee manca ormai poco. E così la Pac rinnega il Green Deal, al momento svuotato della sua norma simbolo, il regolamento sul Ripristino della natura che, a questo punto, potrebbe non arrivare mai all’approvazione. Le modifiche a cui il Consiglio Agrifish ha dato il suo via libera riguardano gli standard relativi alle buone condizioni agricole e ambientali (Bcaa). Si prevedono esenzioni, deroghe e incentivi sugli obblighi di maggese, rotazione delle colture e copertura del suolo necessari a ricevere i fondi Ue. Secondo quanto scrive il Consiglio il testo punta a “ridurre gli oneri amministrativi e a dare una maggiore flessibilità” e “trova un attento equilibrio tra la necessità di mantenere un elevato livello di ambizione ambientale e climatica e di garantire che le preoccupazioni degli agricoltori siano prese in considerazione”. Ma le proteste, a Bruxelles, non si sono fermate, mentre sulla definizione di “attento equilibrio” le opinioni sono contrastanti. Esultano Coldiretti, Confagricoltura e pure Fratelli D’Italia. Ma già alla vigilia della discussione, la coalizione “CambiamoAgricoltura”, a cui aderiscono 90 sigle della società civile, tra cui Slow Food Italia, FederBio, Legambiente Ciwf, Wwf e Isde Medici per l’Ambiente ha manifestato diverse perplessità. Il prossimo step sarà l’adozione della posizione del Parlamento, prevista nella plenaria di fine aprile.

Le modifiche approvate – Le modifiche riguardano sia il regolamento sui piani strategici della Politica agricola comune, sia quello su finanziamento, gestione e monitoraggio della Pac, il cosiddetto ‘regolamento orizzontale’. Perché le buone condizioni agricole e ambientali (Gaec o Bcaa) sono un insieme di nove misure, previste per tutelare l’ambiente e combattere il cambiamento climatico a cui gli agricoltori che ricevono sostegno nell’ambito della Pac devono attenersi. Sono chiamate anche “condizionalità” proprio perché il loro rispetto è necessario per ottenere finanziamenti. Stando al testo, verrebbe ora introdotta una disposizione che consente agli Stati membri di concedere deroghe temporanee e mirate a determinati requisiti di condizionalità in caso di condizioni climatiche impreviste – come siccità e inondazioni – che impediscono agli agricoltori di rispettarli. Una volta all’anno, gli Stati membri dovranno informare la Commissione in merito a tali deroghe. Vengono, poi, introdotte esenzioni specifiche da alcuni standard Bcaa che riguardano, tra le altre cose, la copertura del suolo, la rotazione delle colture e la conservazione delle caratteristiche del paesaggio. Sulla copertura del suolo durante i periodi sensibili, gli Stati membri avranno maggiore flessibilità nel decidere quali suoli proteggere e in quale stagione, sulla base delle specificità nazionali e regionali. Confermato il rinvio sull’obbligo di lasciare almeno il 4% dei terreni a riposo, misura che avrebbe dovuto entrare in vigore a gennaio di quest’anno. La rotazione delle colture, invece, rimarrà la pratica principale, ma gli Stati membri potranno utilizzare la diversificazione delle colture come alternativa, meno impegnativa per gli agricoltori, soprattutto nelle zone soggette a siccità o ad abbondanti precipitazioni. Gli agricoltori, poi, saranno obbligati soltanto a mantenere gli elementi caratteristici del paesaggio esistenti e d’ora in poi saranno incoraggiati, su base volontaria, a mantenere i terreni a riposo o a creare nuovi elementi caratteristici del paesaggio attraverso eco-regimi.

Le piccole aziende, gli obblighi burocratici e le modifiche dei piani strategici – La revisione approvata esenta, inoltre, le piccole aziende agricole di meno di 10 ettari dai controlli e dalle sanzioni relative al rispetto dei requisiti di condizionalità previsti dalla Pac. Secondo le stime, questa misura dovrebbe riguardare “il 65% dei beneficiari della Pac”, ma rappresenta “solo il 10% circa dei terreni agricoli” e “ridurrà significativamente l’onere amministrativo relativo ai controlli sia per gli agricoltori che per le amministrazioni nazionali, pur mantenendo gli obiettivi ambientali”. La revisione garantirà che i Paesi dell’Ue possano ora modificare i propri piani strategici della Pac due volte all’anno su base permanente, anziché una volta come avviene attualmente e sarà possibile inoltrare altre tre richieste di modifica nell’arco dell’intero periodo di programmazione.

Esultano le confederazioni – “Abbiamo ascoltato i nostri agricoltori e abbiamo intrapreso azioni rapide per rispondere alle loro preoccupazioni in un momento in cui si trovano ad affrontare numerose sfide” ha affermato David Clarinval, vice primo ministro belga e ministro dell’Agricoltura. La protesta, però, non si è fermata. I trattori in strada quasi trecento. A organizzare le manifestazioni Fugea, la Fédération des jeunes agriculteurs (Fja), la Fédération wallonne de l’Agriculture (Fwa), il Réseau de soutien à l’agriculture paysanne (RéSap) e il coordinamento europeo Via Campesina. Soddisfatte, invece, le grandi confederazioni degli agricoltori. Per Coldiretti “il via libera degli Stati membri rappresenta una prima risposta importante alle richieste della Coldiretti a tutela delle imprese agricole” ha dichiarato il presidente, Ettore Prandini, secondo cui il prossimo obiettivo è “una moratoria sui debiti delle aziende”. Sempre a Bruxelles, il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, dopo aver ringraziato la premier Giorgia Meloni, il ministro Francesco Lollobrigida e il ministro Raffaele Fitto “per l’attenzione data alle richieste degli agricoltori” ha incontrato nella sua veste di primo vicepresidente del Copa, insieme alla presidente del Copa-Cogeca, Christiane Lambert, il commissario europeo all’Agricoltura Janusz Wojciechowski, proprio per discutere delle modifiche alla Pac. Esulta Fratelli d’Italia. “È una vittoria tutta italiana che ha il sapore di riscatto” ha detto il capogruppo alla Camera, Tommaso Foti, secondo cui “grazie al governo Meloni, e al sapiente lavoro del ministro Lollobrigida, il comparto agricolo vedrà un profondo rinnovamento, mirato a semplificare e ridurre gli oneri amministrativi per gli agricoltori, sempre nel rispetto di una tutela ambientale che non deve però trascendere in folli ideologie ambientaliste”.

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