“Se è stato un ‘consiglio di guerra’? Secondo me si è fatta confusione. Quello che c’era scritto e che poteva essere male interpretato non è un riferimento al ‘prepariamo i cittadini perché siamo in guerra’ ma era un riferimento alle crisi intese più in rapporto al tema della protezione civile”. Così Giorgia Meloni in un punto stampa al termine del Consiglio europeo rispondendo ai giornalisti che chiedevano conto della prospettiva della “preparazione militare-civile rafforzata”.

Secondo Meloni “è stato interpretato come ‘prepariamoci alla guerra’ qualcosa che dice che dobbiamo essere più preparati nel coordinamento ad affrontare le crisi”, ha aggiunto, sottolineando che il riferimento al “termine militare” è perché “in alcune nazioni la protezione civile è militare”.

Quindi rispondendo a un altro cronista ha specificato: “Il ‘clima di guerra’ che ho letto su alcuni organi di stampa non è quello che ho visto. Poi è ovvio siamo in un conflitto e nessuno affronta queste questioni con leggerezza o non chiedendosi quale debba essere il passo successivo, ma non ho visto un clima diverso rispetto ai precedenti Consigli europei in tema di preoccupazioni di possibili escalation, oppure del “i nostri cittadini sono in pericolo”.

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