“Quando un popolo vota ha sempre sempre ragione”: parola di Matteo Salvini, che ha commentato così la vittoria schiacciante di Vladimir Putin alle presidenziali russe. Elezioni che, come sottolineato dai più importanti paesi europei, non sono state né liberedemocratiche per via della repressione e del controllo totale del Cremlino sulle urne. Non è così per il leader del Carroccio, che evidentemente è convinto che in Russia ci sia la possibilità per i cittadini di esprimere un voto democratico e senza condizionamenti. Salvini, tra l’altro, è l’unico leader Ue a utilizzare parole che assomigliano tantissimo a quelle di Lukashenko, Xi Jinping e Raisi, padri padroni di Bielorussia, Cina e Iran, che si sono complimentati con Putin per il trionfo. Insomma, la Lega sta col blocco filo-Mosca e anche questa non è una novità. Come non è una novità il fatto che anche all’interno del centrodestra italiano quella del Carroccio sia una posizione isolata e criticata dagli alleati.

Tajani smentisce Salvini e Meloni minimizza – La conferma arriva quasi immediata dalle parole del segretario di Forza Italia Antonio Tajani: “Le elezioni sono state caratterizzate da pressioni forti e anche violente – ha detto il ministro degli EsteriNavalny è stato escluso da queste elezioni con un omicidio, abbiamo visto le immagini dei soldati nelle urne, non mi sembra che sia un’elezione che rispetta i criteri che rispettiamo noi”. Ma queste considerazione a Matteo Salvini non sembrano interessare. La nota ufficiale della Lega, del resto, non è distante dalle parole del leader, anzi: “In Russia hanno votato, non diamo un giudizio positivo o negativo del risultato, ne prendiamo atto e lavoriamo (spero tutti insieme) per la fine della guerra ed il ritorno alla pace. Con una guerra in corso non c’è niente da festeggiare”. La presidente del Consiglio in serata minimizza: “La posizione del governo è molto chiara, il centrodestra è una maggioranza molto coesa“, commenta Giorgia Meloni in un’intervista ad Agorà che andrà in onda martedì. Per la premier questo è dimostrato dalla “velocità di attuazione e nella chiarezza di attuazione della linea di un governo. Quello che noi abbiamo fatto in questo anno e mezzo con la velocità con cui lo abbiamo fatto, e la chiarezza che abbiamo dimostrato in politica estera, tutto questo racconta di una maggioranza coesa”, taglia corto Meloni senza entrare nel merito delle parole di Salvini.

Le parole del leader della Lega – Ma cosa ha detto di preciso il ministro dei Trasporti? A margine di un convegno sul trasporto pubblico locale a Milano, il segretario nazionale della Lega, dopo aver ripetuto la manfrina del popolo che ha sempre ragione quando va a votare, ha sottolineato: “Le elezioni fanno sempre bene sia quando uno le vince sia quando uno le perde. Io quando le perdo – ha continuato – cerco di capire dove ho sbagliato e come fare meglio la prossima volta. Ci sono state delle elezioni, prendiamo atto del voto dei cittadini russi, sperando che il 2024 sia l’anno della pace”. Quindi Salvini prende atto del voto dei cittadini russi, ma non delle condizioni in cui sono stati costretti a esprimersi. Il leghista, poi, ha attaccato Macron: “Mi preoccupa che qualche leader europeo parli – come se fosse naturale – di esercito, di guerre, di militari da mandare a combattere perché la terza guerra mondiale è l’ultima cosa che voglio lasciare in eredità ai miei figli, mi riferisco evidentemente a Macron”.

Le opposizioni: “La Russia è una dittatura e le elezioni sono una farsa” – Parole che creano insofferenza all’interno della maggioranza di governo. “La politica estera la fa il ministro degli Esteri”, replica Antonio Tajani – da Bruxelles a margine del Consiglio Affari Esteri – a chi gli chiede se le dichiarazioni di Salvini possano dare l’immagine di un governo poco unito. Intanto dalle opposizioni piovono critiche al leader della Lega. “Alle continue coccole e alle parole d’amore di Salvini nei confronti di Putin siamo purtroppo abituati. Sorprende il silenzio della premier Meloni: non prendere le distanze dalle parole di Salvini è una mancanza di rispetto per chi ogni giorno subisce le discriminazioni del regime di Putin”, dichiara in una nota Matteo Hallissey, Segretario Radicali Italiani. Un riconoscimento alla rielezione di Putin che Mara Carfagna, presidente di Azione, definisce “sconcertante” mentre Carlo Calenda suggerisce a Salvini di “ripassare le basi”: “La Russia è una dittatura e le elezioni sono una farsa“, dichiara il leader di Azione. “Va bene quindi votare con le urne trasparenti e i militari che controllano il voto nei seggi?”, chiede a Salvini il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia affermando di essere “curioso di conoscere la sua risposta e di sapere se i suoi alleati di governo la pensano alla stessa maniera”. A Giorgia Meloni si rivolge anche il segretario di Più Europa, Riccardo Magi: “È davvero ancora convinta che avere un vicepremier filorusso, che siede in consiglio dei ministri e determina la politica anche estera del governo non rappresenti un problema di sicurezza nazionale? Io mi porrei delle domande”, commenta Magi.

Schmit: “Salvini sbaglia” – Critiche al leader della Lega arrivano anche dal commissario europeo per il Lavoro, Nicolas Schmit: “Salvini non ha ragione” perché le elezioni in Russia “non sono state libere e corrette. Si è trattato di un’elezione in cui all’opposizione non è stato permesso di partecipare e che arriva dopo l’arresto di uno dei politici dell’opposizione, Alexei Navalny“, ha Schmit, candidato di punta dei Socialisti Ue alle Europee, a margine del vertice Ue delle Regioni e delle Città a Mons, in Belgio. Le dichiarazioni di Salvini sul voto in Russia “dimostrano ancora una volta che l’estrema destra in Europa è amica di Putin e di coloro che vogliono distruggere l’Europa”, ha aggiunto Schmit.

Chi parla come Salvini? Lukashenko, Xi Jinping, Raisi – Oltre che da quello bielorusso, Alexander Lukashenko, Vladimir Putin, ha ricevuto telefonate di congratulazioni per la sua rielezione dai presidenti di altre ex repubbliche sovietiche, in particolare il Kazakhstan, l’Azerbaigian e il Tagikistan, e messaggi da quelli di Kirghizistan e Uzbekistan. Non è dato sapere, invece, se il leader del Cremlino abbia ricevuto la telefonata del presidente cinese Xi Jinping, che però ha pubblicamente lodato lo zar per il trionfo alle urne che “riflette pienamente il sostegno del popolo russo“. E ancora: “Negli ultimi anni, il popolo russo si è unito per superare le sfide – ha detto Xi Jinping nel messaggio inviato al Cremlino – Credo che sotto la sua guida la Russia sarà in grado di raggiungere maggiori risultati nello sviluppo e nella costruzione nazionale”. Ha telefonato, invece, il presidente iraniano Ebrahim Raisi, che si è congratulato con Vladimir Putin per la “decisiva” vittoria alle elezioni presidenziali: “Il presidente della Repubblica islamica dell’Iran si è sinceramente congratulato per la sua solida vittoria e la sua rielezione a presidente della Federazione russa”, ha riferito l’agenzia di stampa ufficiale Irna.

Germania, Inghilterra e Francia contro Putin – Il ministro della Difesa britannico Grant Shapps ha affermato che il presidente Vladimir Putin si sta comportando come uno “Stalin dei giorni nostri” riferendosi alla sua rielezione dopo il voto in Russia. “In modo impressionante, alla fine del suo prossimo mandato sarà al potere quasi quanto il dittatore Iosif Stalin“, ha sottolineato Shapps, secondo cui Putin è “un tiranno a cui l’Occidente deve resistere”. Più diplomatica, ma non meno dura la presa di posizione della Germania. Il governo tedesco non ha riconosciuto il risultato delle elezioni in Russia e quindi il cancelliere Olaf Scholz non si è congratulato (né lo farà) con Putin. Stessa identica cosa farà il presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier: “Non ci sarà nessuna lettera a Putin”, ha dichiarato ieri sera la portavoce presidenziale tedesca, Cerstin Gammelin, come riporta l’agenzia Dpa. “Oggi penso alle persone che in Russia lottano per la libertà e la democrazia e che vivono in costante pericolo a causa del regime di Putin. Non dimenticheremo queste persone coraggiose”, ha scritto su X il presidente tedesco. Con una nota il ministero francese degli Esteri “ha preso atto” della vittoria di Putin ma, nello stesso tempo, ha affermato che “ancora una volta non sono state soddisfatte le condizioni per un’elezione libera, pluralista e democratica”. Il Quai d’Orsay ha elogiato invece “il coraggio di numerosi cittadini russi che hanno manifestato pacificamente la loro opposizione a questo attacco ai loro diritti politici fondamentali”. Il ministero francese ha poi ricordato che il principale avversario di Putin, Alexei Navalny, “è morto poche settimane prima di queste elezioni, in particolare in seguito all’inasprimento delle sue condizioni di detenzione da parte delle autorità russe”. Nello stesso tempo, ha aggiunto il Quai d’Orsay, “i candidati contrari alla continuazione della guerra in Ucraina non hanno potuto partecipare alle elezioni, riducendone notevolmente il carattere pluralistico”. Il Cremlino, a sua volta, ha risposto alle accuse arrivate dall’Europa, bollando come “assurdi” i giudizi dei Paesi occidentali che hanno definito “illegittime” le presidenziali in Russia. “Chi parla di illegittimità parla di illegittimità di quell’87% di voti dati dalla popolazione al presidente Putin, e questo è assurdo”: le parole sono del portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, ma sembrano quelle di Matteo Salvini.

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