Difende gli agenti di Pisa e allo stesso tempo difende il generale Vannacci: Matteo Salvini, in difficoltà nei sondaggi, parlando durante la scuola politica della Lega rispolvera il vecchio refrain della giustizia a orologeria e ad personam. “Noi siamo gli unici indagati a prescindere“, dice. “Se volete una vita tranquilla andate dal Pd”, “scherzo ma non troppo”. Seguono riferimenti alle ultime inchieste che hanno coinvolto direttamente o meno il Carroccio: quella – senza indagati – sulle procedure relative alla costruzione del ponte sullo Stretto di Messina (“La Cgil dice no a un’opera pubblica che creerà 120mila buste paga nei prossimi anni”) e quella per peculato e truffa sul generale Roberto Vannacci, che potrebbe correre alle Europee con la Lega, in relazione a richieste di rimborso spese risalenti a quando ha ricoperto l’incarico di addetto militare a Mosca.

Vannacci indagato? “Lo stimo di più” – “Io non lo conoscevo prima del libro (Il mondo alla rovescia, ndr), di cui ho condiviso buona parte, alcuni passaggi no. Ho conosciuto Vannacci dopo aver letto il libro scandalo e stavo facendo conto alla rovescia: 5, 4, 3 , 2, 1, indagato! Vuol candidarsi forse con la Lega? 3, 2, 1, indagato!”, è il collegamento di Salvini. “Noi sorridiamo, mi metto nei panni di un uomo che ha rischiato la vita per i suoi ragazzi e per la bandiera e si è fatto qualche antipatia ai vertici quando ha combattuto la causa dell’uranio impoverito. A me farebbe molto piacere se fosse uno dei portabandiera della Lega in queste battaglie di libertà, di sicurezza, di civiltà, di democrazia, di coraggio”. Lui è stato “indagato poi non in un posto a caso, a Mosca ovviamente”. Dunque, la sua conclusione, “se lo stimavo fino a ieri, ora lo stimo ancora di più“.

Sulle manganellate difende gli agenti: “Chi li attacca delinquente” – Quanto alle manganellate agli studenti durante la manifestazione di Pisa, per Salvini “è giusto analizzare, capire se si e fatto quello che si doveva, se è mancata comunicazione. Anche i poliziotti e i carabinieri sono uomini e donne, non sono macchine. Ma è inaccettabile che gli agenti delle forze dell’ordine vengano tirati in ballo nella nostra contesa politica. Giù le mani dalle nostre forze dell’ordine“. Il richiamo del capo dello Stato Sergio Mattarella, che ha definito “fallimento” l’uso dei manganelli sui ragazzi? “Le parole del presidente si leggono ma non si commentano. Certo è sempre meglio che non ci siano scontri. Poliziotti e carabinieri sono quotidianamente vittime di violenza fisica e verbale. Anche in quella piazza. Se mio figlio andasse a urlare ‘sbirro coglione’ poi se la dovrebbe vedere con me”. A suo avviso “chi mette le mani addosso a un poliziotto o a un carabiniere è un delinquente“.

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