In Italia l’abuso d’ufficio sta per essere abolito e il traffico d’influenze, praticamente, pure. In Germania si va nella direzione opposta: il governo di Olaf Scholz vuol mettere alle strette i politici infedeli, consentendo di punirli anche per il lobbismo illecito svolto al di fuori del mandato. Al momento infatti i membri delle assemblee elettive tedesche sono perseguibili per corruzione solo per atti compiuti nell’esercizio delle loro funzioni: ad esempio se accettano denaro o altre utilità per svolgere un intervento in aula, oppure per esprimere un voto, nell’interesse altrui. La maggioranza però intende colmare questo vuoto, inserendo nel Codice penale una sanzione apposita, da una multa fino a tre anni di reclusione, anche nei confronti dei deputati che fanno affari sfruttando la propria posizione al di fuori delle assemblee. Un disegno di legge in questo senso è all’esame dei gruppi parlamentari del Bundestag e dovrebbe essere presentato all’Assemblea in prima lettura in questi giorni: se la modifica sarà approvata, il reato punirà anche i parlamentari di qualsiasi livello che fanno illecitamente da intermediari tra gli imprenditori privati e la pubblica amministrazione. In sostanza sarà introdotta una fattispecie simile al nostro traffico d’influenze, che il ddl Nordioapprovato dal Senato e in discussione alla Camera – vuole di fatto svuotare.

La proposta di legge tedesca è la reazione a uno scandalo scoppiato nel 2020, all’inizio della pandemia di Covid: il governo federale e quelli dei Länder avevano acquistato mascherine FFP2 a prezzi fuori mercato dall’azienda svizzera Emix, per effetto della mediazione dell’imprenditrice Andrea Tandler, figlia dell’ex segretario generale della Csu Gerold Tandler. Pur non essendo deputata, Tandler aveva usato le proprie conoscenze in politica per chiudere l’affare, lucrando commissioni pari a oltre 48 milioni di euro, che non aveva dichiarato al fisco. Per questa vicenda, lo scorso dicembre, il Tribunale di Monaco l’ha condannata a quattro anni e cinque mesi di carcere: non per traffico d’influenze, però, bensì per un’evasione fiscale da 7,8 milioni. “I cittadini devono avere fiducia che i parlamentari agiscano per il bene comune e non per il proprio tornaconto”, ha detto a proposito del disegno di legge Johannes Fechner, deputato della Spd, il partito socialdemocratico guidato da Scholz. Sulla stessa linea le altre forze che appoggiano il governo: per Stephan Thomae, dei liberali della Fdp, “chi abusa del suo mandato per l’arricchimento personale non deve andare immune da sanzioni. Ciò deve valere non solo nell’esercizio diretto del mandato, bensì anche quando l’uso della posizione è impiegato fuori dal Parlamento per il profitto personale”. Per Canan Bayram, deputata dei Grüne (Verdi), le nuove norme anticorruzione si giustificano perché “quando un parlamentare abusa della sua posizione per arricchirsi, danneggia la fiducia popolare nell’integrità del processo politico provocando frustrazione nei confronti della democrazia”.

E in Italia? Da noi il traffico d’influenze esiste, ma la riforma proposta dal ministro della Giustizia vuol ridimensionare il reato fino a svuotarlo. Al momento l’articolo 346-bis del codice penale punisce chi, “sfruttando relazioni esistenti o asserite con un pubblico ufficiale (…) indebitamente fa dare o promettere, a sé o ad altri, denaro o altro vantaggio patrimoniale come prezzo della propria mediazione illecita verso il pubblico ufficiale, (…) ovvero per remunerarlo, in relazione al compimento di un atto contrario ai doveri d’ufficio”. Il ddl Nordio restringe i criteri prevedendo che le relazioni tra il mediatore e il pubblico ufficiale debbano essere “esistenti” e non più anche solo “asserite“, cioè millantate. L’utilità data o promessa, poi, dovrà essere “economica“: non basterà più uno scambio di favori non monetizzabile. Soprattutto, la nuova norma precisa che per definirsi “illecita” la mediazione dev’essere volta a commettere un reato: ma quel reato, se c’è, è quasi sempre l’abuso d’ufficio, che lo stesso ddl sta per cancellare. Domani, quindi, se un privato pagherà un mediatore per far commettere a un pubblico ufficiale un atto illecito, nessuno dei tre sarà più punibile. Ai colletti bianchi tedeschi conviene valutare di spostarsi a sud.

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