La nave mercantile Rubymar, con bandiera del Belize e registrata nel Regno Unito, colpita con missili il 18 febbraio scorso dalle milizie Houthi mentre si trovava nel golfo di Aden sta provocando un grave danno ambientale nell’area. L’imbarcazione, che trasporta 40mila tonnellate di fertilizzanti, è ancorata ma continua ad imbarcare acqua e la scia di petrolio rilasciato in mare supera ormai i 28 chilometri. I 24 membri dell’equipaggio hanno da giorni abbandonato la nave che è gestita da un operatore con sede in Libano. Fonti assicurative, riprese da Reuters, hanno affermato di non essere in grado di determinare chi avesse assicurato la nave, che sembra non essere coperta dal mercato delle assicurazioni marittime di Londra.

Gli Houthi continuano a ignorare l’impatto regionale dei loro indiscriminati attacchi”, scrive il comando centrale Usa (Centcom) che annuncia anche di aver distrutto sette missili da crociera anti-nave che la milizie avevano pianificato di lanciare contro obiettivi nel Mar Rosso. “Queste azioni proteggeranno la libertà di navigazione e renderanno le acque internazionali più sicure per la Marina americana e le navi mercantili”, scrive Centcom.

Venerdì gli Houthi dello Yemen hanno ribadito che le navi che sono interamente o parzialmente di proprietà di individui o entità israeliane e le navi battenti bandiera israeliana sono “bandite” dal Mar Rosso, dal Golfo di Aden e dal Mar Arabico. Il Centro di coordinamento delle operazioni umanitarie degli Houthi, agenzia controllata dal gruppo, ha inviato una dichiarazione agli assicuratori marittimi e alle aziende che operano nella regione. Sono vietate anche le navi di proprietà di individui o entità statunitensi o britannici, o che navigano sotto la loro bandiera, come nel caso della Rubymar. Le milizie hanno aggiunto che intendono “intensificare le operazioni nel Mar Rosso” usando anche “armi sottomarine”.

I primi attacchi delle milizie yemenite contro navi ritenute collegate ad Israele sono iniziati il 19 novembre scorso e stanno provocando una deciso calo dei transiti dal mar Rosso e dal Canale di Suez. Il 18 dicembre Stati Uniti e Gran Bretagna hanno avviato un’operazione di difesa dei transiti e colpito diverse postazioni Houthi. Tuttavia, sinora, senza evidenti benefici per quanto riguarda il miglioramento della sicurezza del traffico nell’area che, anzi, ha continuato a diminuire,spingendo le navi a circumnavigare l’Africa con un incremento di tempi e costi dei trasporti.

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