“Si assiste a una intollerabile serie di manifestazioni di violenza: insulti, volgarità di linguaggio, interventi privi di contenuto ma colmi di aggressività verbale, perfino effigi bruciate o vilipese, più volte della stessa presidente del Consiglio, alla quale va espressa piena solidarietà”. A dirlo è il presidente della Repubblica Sergio Mattarella mentre stava parlando con un gruppo di studenti al Quirinale. “Il confronto politico, la contrapposizione delle idee e delle proposte, la competizione, anche elettorale, ne risultano mortificate e distorte“, ha aggiunto il capo dello Stato. “Ne viene travolta la dignità della politica che scompare, soppiantata da manifestazioni che ne rappresentano la negazione. Mi auguro che la politica riaffermi sempre e al più presto la sua autenticità, nelle sue forme migliori”, ha ancora detto il presidente.

Negli ultimi giorni l’insulto volgare che ha fatto notizia è stato certamente quello del presidente della Campania Vincenzo De Luca nei confronti della presidente del Consiglio nello scontro (duro) a distanza sulla questione dell’autonomia differenziataq. L’episodio dell’immagine della premier danneggiata a cui fa riferimento Mattarella è avvenuto invece ieri a un corteo in memoria di Valerio Verbano, il militante di Autonomia Operaia ucciso il 22 febbraio del 1980 al Tufello a Roma, in via Monte Bianco, da tre appartenenti a un gruppo di estrema destra mai identificati. Durante la manifestazione, a cui hanno partecipato circa 1200 persone, un gruppo di persone ha bruciato un manichino dove era raffigurata appunto la premier Giorgia Meloni.

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