“Quello è il Festival della canzone italiana ed è vergognoso che venga utilizzato e sfruttato da chi dovrebbe solo cantare e invece fa altro: fa della propaganda politica“. Sono le parole del senatore della Lega e sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alessandro Morelli che, in un’intervista a il Tempo, propone addirittura il “Daspo” per chi “utilizza quel palco per fini diversi da quelli della musica” e “non solo per Sanremo” ma “per tutti i palcoscenici Rai“. Morelli non cita mai esplicitamente Ghali e il suo “Stop al genocidio” a fine esibizione e neppure l’appello per il “cessate il fuoco” a Gaza di Dargen D’Amico, ma il riferimento è abbastanza esplicito.

Dopo le polemiche per l’intervento a gamba tesa dell’ambasciata israeliana contro le parole di Ghali e il comunicato dell’ad Roberto Sergio a sostegno di Israele (letto in diretta da Mara Venier), con tanto di proteste davanti alle sedi Rai, il sottosegretario leghista ha pensato bene di proporre l’estensione del Divieto di accedere alle manifestazioni sportive anche per i cantanti e gli artisti che prendo parte alle trasmissioni televisive della tv pubblica. “Gli artisti – dichiara Morelli – dovrebbero salire sul palco, fare la loro bella esibizione e andarsene“. Per questo, a suo avviso, “sarebbe utile pensare a una sorta di Daspo per chi utilizza quel palco per fini diversi da quelli della musica. Un artista lì fa musica, non fa politica”. Chi esprime il suo pensiero e la sua opinione dovrebbe pertanto essere tenuto fuori dai programmi televisivi. Una misura che, per il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, dovrebbe essere applicata “non solo al Festival di Sanremo”: “Secondo me – aggiunge – chi fa politica utilizzando il palcoscenico Rai deve stare fuori dalla Rai per un periodo di ‘limbo’“. “Faccio notare che oggi – insiste Morelli – non parliamo delle canzoni ma delle posizioni politiche estremiste di alcuni cantanti, quelli che hanno scambiato il palco dell’Ariston con un Circolo Arci qualunque“.

Dichiarazioni che hanno provocato una dura reazione da parte degli esponenti dei partiti di opposizione. ” Il Daspo per Sanremo e per i programmi Rai è un’assurdità“, ribatte la deputata Ouidad Bakkali del Pd, componente della commissione di vigilanza Rai: “Per il sottosegretario Morelli i cantanti sono come i menestrelli di corte: possono cantare ma non hanno il diritto di esprimere opinioni. E se osano parlare devono essere cacciati dall’Ariston”, sottolinea Bakkali.

“Il Daspo servirebbe per il senatore leghista e, ahinoi, sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alessandro Morelli per le sue dichiarazioni sconclusionate ed inaccettabili”, afferma il capogruppo M5s in commissione di vigilanza Rai Dario Carotenuto. “Come si può affermare così impunemente che la libertà di opinione dovrebbe essere limitata come dice lui? Non si rende conto da solo che in un Paese democratico come il nostro, nonostante ci siano persone come lui al governo, togliere la parola a un artista è un inaccettabile? Il problema qui però non è Morelli – aggiunge l’esponente del M5s – ma il fatto che non ci sia nessuno al governo e nella maggioranza che abbia il coraggio di smentire le sue castronerie. E il silenzio è complicità, anche quando a parlare è un alfiere minore come Morelli”. “Dopo l’editto bulgaro il daspo per gli artisti: tra poco fuori dalle cariche pubbliche chi non si iscrive a FdI. Il sottosegretario Morelli indossa gli scarponi per prepararsi alla nuova era? Non si illudano: saranno seppelliti di ridicolo se continuano così”, aggiunge il vicepresidente di Alleanza Verdi e Sinistra alla Camera Marco Grimaldi. Quelle di Morelli vengono definite “dichiarazioni farneticanti che la dicono lunga sull’idea che la destra ha della libertà di parola e della democrazia” da Angelo Bonelli e Peppe De Cristofaro dell’Alleanza Verdi e Sinistra, componenti della Commissione di Vigilanza sulla Rai: “Il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero è sacro – ricordano – ed è sancito dall’articolo 21 della nostra Carta Costituzionale e nessuno può metterlo in discussione“.

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